CASTELLAFIUME – Il parroco impedisce ai tecnici di accedere alla sommità del campanile, dov’è posizionato il ripetitore, da giorni fuori uso, così l’intero paese è senza connessione internet.
Accade a Castellafiume (L’Aquila), dove il personale della società WiTel, che eroga e cura il servizio di internet e telefonia del paese, non riesce ad ottenere l’accesso, e il Comune sta ora pensando di spostare il ripetitore.
“Sono consapevole della situazione di disagio che si sta creando nella mia comunità – afferma il sindaco Domenico Mariani – Il Comune, però, da parte sua, sta ipotizzando di mettere a disposizione della WiTel il tetto del Municipio, che dista solo 20 metri dal campanile della chiesa, in modo da installare il ripetitore in un altro luogo onde evitare, così, che persista questo stato disagevole delle cose, contro la nostra volontà”.
Il ripetitore è stato collocato sul campanile della Chiesa di Castellafiume a seguito di un legittimo ed effettivo contratto di locazione, stipulato, a suo tempo, tra il parroco precedente e l’azienda.
“Per far ripartire il tutto – afferma il responsabile tecnico della società WiTel, Maurizio Di Cintio – avremmo solo bisogno di riuscire a salire sul campanile e riaccendere, così, l’impianto: nulla di più semplice, se non fosse per il rifiuto opposto, per noi assolutamente immotivato, da parte del prete del paese, il quale in più telefonate ci ha sempre dimostrato la sua volontà di non voler agevolare i nostri lavori di ripristino della normalità del servizio. I cittadini hanno attualmente un disservizio sulla rete, quindi, proprio perché non riusciamo a risolvere il problema che si è verificato per questa opposizione che dura da diversi giorni”.
La società, attualmente, sta valutando la soluzione proposta dall’amministrazione comunale.
“Non sarà un lavoro di un giorno, ovviamente – spiega Di Cintio – Delocalizzare un ripetitore non è un movimento facile e di imminente attuazione, ma noi non lasceremo che questo stato delle cose continui a creare disagio in paese. La nostra professionalità non può essere fermata da un comportamento illogico di un prete”.



