L’AQUILA – Si avvicina il punto di non ritorno per la scelta del candidato sindaco dell’Aquila del (o dei) centrodestra e, tra i principali schieramenti, si registra un certo fermento, tra candidature “provocatorie” e primarie che probabilmente salteranno.
Una fibrillazione che nasce anche alla luce di una situazione molto disgregata che vede già in campo tre candidati: il salviniano Luigi D’Eramo, il civico-partitico Pierluigi Biondi e il civico Giancarlo Silveri, con una difficile corsa all’unità.
Ieri, in casa Forza Italia, nel corso di un coordinamento comunale al calor bianco, contestando le critiche ricevute sottotraccia da altri pezzi di centrodestra alla discesa in campo del capogruppo e coordinatore Guido Liris, si è paventata perfino l’ipotesi di una quarta candidatura “di bandiera” del consigliere ed ex assessore comunale e provinciale Roberto Tinari, in caso di rottura definitiva, per andare tutti contro tutti al primo turno e vedere chi arriva in cima, certo per la gioia del centrosinistra.
Alla fine la proposta è rimasta una provocazione che, tuttavia, diventerà la soluzione estrema in caso di necessità.
Comunque a oggi, secondo quanto appreso da fonti interne al partito, contrariamente alle voci di ritiro resta tuttora in campo il nome di Liris, e il “mandato” è quello di tentarle tutte per riunire la coalizione e cercare la sintesi fino a prova contraria.
Giornata importante, quella di oggi, per i salviniani Emanuele Imprudente (coordinatore), Luigi D’Eramo (candidato sindaco) e Daniele Ferella (consigliere), ricevuti a Roma proprio da Matteo Salvini assieme al coordinatore regionale, il senatore Paolo Arrigoni.
Il leader leghista ha ribadito il suo appoggio incondizionato sulla questione-aquilana e annunciato la sua presenza in città per la campagna elettorale, ma anche altre iniziative che verranno.
La vera notizia, comunque, è che sono in bilico le primarie, pur auspicate a gran voce da mesi da questo schieramento, raccogliendo il no chiaro di Fi (a meno che non fossero regolate per legge) e di Silveri e Biondi e qualche adesione, quella dei Sovranisti di Gianni Alemanno e Francesco Storace e dei fratelli Salvatore e Roberto Santangelo e altre che sono rimaste sotto traccia, tra cui, da quanto appreso da fonti salviniane, anche “scontenti” forzisti.
Visti anche i tempi, che si fanno sempre più stretti, si ragiona in casa salviniana, le pre-consultazioni potrebbero essere abbandonate e a quel punto ci si troverebbe di fronte a un bivio.
O si fa sintesi su un “mister X” capace di mettere tutti d’accordo, ma se non si è trovato il nome risolutivo negli ultimi 6 mesi, viene fatto notare, non si capisce come possa spuntar fuori ora.
Oppure, ed è l’ipotesi più probabile, si comincia a lavorare direttamente sulla candidatura di D’Eramo al primo turno, puntando a raccogliere, in un ritornello che comincia ormai diventare abusato, “tutte le forze che vogliono essere alternative al Pd nella proposta più ampia possibile”. Alberto Orsini





