L’AQUILA – Prima le dimissioni con tutto il suo staff, poi la decisione di continuare ad allenare L’Aquila Calcio nella complicata ma ancora aperta corsa per tornare in Lega Pro.
Massimo Morgia, tecnico dei rossoblù quarti in classifica nel girone G di Serie D, spiega in una nota il caso polemico con in particolare l’amministratore unico Angelo Antonio Ranucci, deflagrato con forza dopo un diverbio “alquanto acceso” con quest’ultimo.
“A luglio del 2016 – afferma Morgia nella nota fatta di stralci di una relazione presentata alla società del presidente Corrado Chiodi il 28 dicembre, ‘cioè alla fine del girone di andata’ – nell’accettare l’incarico di allenatore dell’Aquila Calcio, posi come condizione primaria e fondamentale la possibilità di poter giocare ed allenarmi nel nuovo impianto ‘Gran Sasso d’italia-Italo Acconcia’ insieme alla formazione Juniores. Inoltre, chiesi che i rimborsi fossero pagati con puntualità e precisione.
La gestione delle normali e comuni difficoltà, a giudizio di chi scrive, deve essere gestita con chiarezza e trasparenza e soprattutto con unità di intenti. Visto che le aspettative della dirigenza, dell’intera piazza e mie personali sono notevolmente cresciute esorto tutte le componenti a non tralasciare i più piccoli particolari, né formali e soprattutto sostanziali perché il fare o perdere anche un solo punto potrebbe fare la differenza tra vincere e perdere un campionato. Ricordo che i punti non li fanno solo i giocatori e i tecnici ma ognuno nel suo ruolo specifico”.
“L’aspetto che comunque incide maggiormente è la capacità di mantenere serenità ed entusiasmo nell’intero ambiente, cosa che purtroppo per scarsa sensibilità di qualcuno troppe volte è venuta meno”, prosegue il mister.
IL RESTO DELLA NOTA DI MORGIA
Sono questi gli argomenti che mi hanno portato più volte in contrasto con i responsabili di quell’area che gestisce la parte finanziaria nonché quella logistica ed organizzativa, nella programmazione cioè di trasferte, materiali e attrezzature per l’allenamento, area di competenza dell’amministratore unico Angelo Antonio Ranucci e del direttore generale Fabio Guido Aureli.
Martedì perciò il diverbio alquanto acceso con l’amministratore Ranucci verteva non su questioni tecniche o personali, ma su fatti su cui già ampiamente discusso in precedenza che riguardavano non la singola persona ma staff e collaboratori.
Per queste ragioni e per l’animosità del diverbio ho comunicato al presidente Corrado Chiodi la volontà di dimettermi dall’incarico insieme ai miei collaboratori Coppola, Toschi, Porracchio e Greco.
Detto questo e dopo un colloquio con il presidente Chiodi abbiamo deciso però di continuare il nostro progetto, innanzitutto per senso di responsabilità nei confronti di una città che mi ha accolto e sempre sostenuto, della famiglia Chiodi che mi ha sempre supportato e sopportato, dei calciatori e di tutti i collaboratori che quotidianamente lavorano e lottano per una idea e per quell’idea combatteremo e lotteremo fino alla fine.
Forza L’Aquila!






