MONTEREALE – “La morte di Bruno Anzuini, che conoscevo bene e che abitava a pochi metri da casa mia, lo stesso Bruno che dormiva in roulotte dopo il terremoto del 18 gennaio scorso, è un segno di come sono messe le cose qui a Montereale e nel resto del territorio. Se qualcuno non lo ha ancora capito, servono misure urgentii”.

Commenta così Massimiliano Giorgi, sindaco di Montereale (L’Aquila), la morte di ieri di Bruno Anzuini, 52 anni, dipendente comunale, avvenuta a seguito di un malore dopo una notte fuori casa nella frazione di Ville di Fano con una temperatura che ha toccato i -17 gradi.

In un territorio che sta vivendo un momento storico infelice e che per questo ha un bisogno estremo di ricevere aiuti forti e concreti, con delle comunità che non solo a Montereale – basta dare un’occhiata a luoghi come Campotosto o a una delle frazioni come Poggio Cancelli – che sì, tengono duro, ma devono essere tenute in piedi da uno Stato che fino ad oggi si è rivelato molto deficitario. 

Oppure, di questi ed altri luoghi ai limiti della disperazione, resterà soltanto un ricordo. 

“Non possiamo più aspettare i tempi biblici della burocrazia per far costruire moduli abitativi provvisori come quelli dell’Aquila terremotata – prosegue Giorgi – e altre strutture che permettano alla gente di questi territori di vivere e lavorare in sicurezza, in attesa di ricostruire le case. Rischiamo seriamente di vedere andare via le persone che invece vorrebbero restare”.

“Personalmente – dice ancora il sindaco di Montereale – ritengo che per l’emergenza sisma dell’Aquila si sia dimostrato che le cose si possono fare in tempi brevi. In questo caso, al contrario, assistiamo a una lentezza incredibile. Ricostruire le case per un territorio che si è nel frattempo svuotato non serve a nulla, non ha alcuna logica”.

“La vicinanza concreta del governo Gentiloni? Parlerò dopo il decreto che riguarda anche noi. Lì si vedrà se c’è la volontà di salvarci”, conclude.