L’AQUILA – “Nell’Aquilano ci sono faglie in grado di generare un terremoto di magnitudo 7, però parliamo del massimo, raggiungibile neanche da tutte, e generalmente una faglia non rilascia mai completamente la sua energia: possiamo aspettarci altri eventi e alcuni potrebbero essere di una certa importanza, ma da qui a parlare di magnitudo 7 ci andrei con i piedi di piombo”.
Così ad AbruzzoWeb il sismologo Christian Del Pinto, commentando la nota della Protezione civile con la sintesi del verbale dell’ultima riunione della commissione Grandi rischi che, diffusa oggi dai media, ha generato un’ondata di panico nel cratere.
Per Del Pinto “possibilità concreta che ci siano altri eventi c’è, la zona non andrà certo in equilibrio dall’oggi al domani. Ci saranno altri terremoti – spiega – potrebbero arrivare anche a magnitudo 6,5 verosimilmente, ma prima di arrivare a 7 ce ne passa, tra le ipotesi c’è un abisso”.
“La probabilità che un evento si verifichi non significa che poi davvero si verifichi. La Cgr ha detto che c’è il rischio, non che il sisma accadrà, e questo è stato già detto anche in passato – rimarca ancora – Non abbassiamo la guardia, ma non ci mettiamo nella condizione di dire che un evento ci seppellirà, questo non lo ha detto la commissione e nessun altro”.
Del Pinto ipotizza che “possa essere stata più un’interpretazione giornalistica errata. Bisogna fare informazione ma senza fare allarmismo: non si può dire non succederà nulla, ma ora mi pare che la Grandi rischi si stia sbilanciando in senso opposto”.
Anche perché larghe parti della nota sono riprese da precedenti comunicati del dipartimento di agosto e ottobre 2016, “ma la percezione della pericolosità è diventata differente da agosto e ottobre a oggi”. Alberto Orsini





