L’AQUILA – Con il bel tempo preannunciato, si prevede per il week end un secondo pienone agli impianti da sci di Campo Imperatore, prezioso come l’oro per recuperare il dicembre senza neve e senza turisti.
E’ stata riaperta al transito veicolare intanto la strada regionale 17 bis della funivia del Gran Sasso e di Campo Imperatore nel tratto che conduce al rifugio di località Montecristo a 1.475 metri di quota. La strada, solitamente chiusa in inverno poco più in quota del bivio di Montecristo, risultava sbarrata “causa neve” da oltre una settimana anche a partire da circa 5 chilometri più a valle. Da lì si poteva proseguire soltanto a piedi e la cosa ha impedito ai gestori del rifugio di Montecristo di lavorare regolarmente per due weekend consecutivi. Sono stati gli stessi gestori a rendere nota la riapertura sulla tratta e la regolare attività del rifugio nei prossimi giorni.
A valle intanto c’è polemica politica, per i mancati “interventi di difesa dal rischio valanghivo nella zona di Fonte Cerreto e mancato utilizzo dei Fondi “Restart”, altro che rilancio e potenziamento del Gran Sasso d’Italia”.
Ad animarla il gruppo consiliare del comune dell’Aquila, Il passo possibile, annunciando di aver depositato un interrogazione sul tema per fare chiarezza e avere risposte adeguate.
“Dopo le abbondanti nevicate in quota delle scorse settimane, tornano puntuali come ogni anno le disfunzioni conseguenti la chiusura di alcune strade del comprensorio per pericolo valanghe/slavine, in particolare (cautelativamente) quella del Vasto che collega Assergi al Santuario della Ienca e quella che da Vallefredda sale a Montecristo, rappresentando ciò, al di là delle specifiche competenze degli Enti di riferimento Comune-Provincia, un enorme problema per i collegamenti con i tanti luoghi d’interesse della zona e, quindi, per gli operatori turistici che investono e(ancora) credono nel Turismo montano”, intervengono in una sostengono i consiglieri comunali Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Massimo Scimia e Alessandro Tomassoni.
“Come non chiederci, a proposito degli specifici interventi di difesa per il rischio valanghivo (fenomeno collegato all’antropizzazione delle aree montane soprattutto per lo svilupparsi del turismo invernale) che fine abbia fatto l’ingente finanziamento “Opere di difesa dal rischio valanghe nella zona di Vena Rossa – Gran Sasso d’Italia” per euro € 1.519.678,86, a valere sul PNRR, in dote al Comune dell’Aquila (D.G.C. n. 3/2021) e ottenuto da Regione Abruzzo, finalizzato a mettere in sicurezza la S.S.17 bis, interessata nel gennaio 2017 da una serie di fenomeni valanghivi, e quindi scongiurare qualsiasi pericolo per la pubblica incolumità di residenti e turisti per il raggiungimento di strutture alberghiere e a abitazioni private in zona”.
“E ancora: si parla spesso di rilancio e potenziamento del Gran Sasso, allora ci chiediamo quali opere siano state realizzate ad oggi, con i circa 9,3 milioni di euro dei fondi RESTART stanziati per diversi interventi, tra cui quello più volte annunciato è la realizzazione dei Sottoservizi nel comprensorio di Campo Imperatore,come da specifico Piano industriale. Ad oggi nulla si sa, nemmeno da chi sia costituto il gruppo di lavoro. A proposito di “annunci”, è lecito chiedersi anche, rispetto all’assetto generale della sicurezza del comprensorio sciistico di Campo Imperatore, quale sia lo stato di fatto delle attività necessarie a garantirne la dotazione delle reti di servizio tra cui acqua, energia elettrica e gas, anche in vista della prossima riapertura dell’Albergo e degli ingenti finanziamenti pubblici, come più volte rimarcato, ad essa connessi. Facile parlare di sviluppo del Gran Sasso, ma su molti punti regna ancora il silenzio, non si sa in che direzione si voglia realmente andare, persino in tempi di ingenti fondi a disposizione e di grandi opportunità che, fino a prova contraria, sembra non si vogliano realmente cogliere”, concludono i Consiglieri de “Il Passo Possibile”.






