L’AQUILA – Cinque anni fa la mitica intervista in bicicletta del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che “mentre pedala con un mezzo improbabile”, come ricorderà a vita una geniale pagina Facebook, all’intervistatore di Radiobici.it Maurizio Guadagnetti rilasciò una serie di previsioni su quella che sarebbe stata la città del 2017 qualora avesse rivinto le elezioni.
Ben 1.825 giorni dopo, senza timore di influenzare la campagna elettorale, dal momento che Max non è ricandidabile, AbruzzoWeb ha voluto fare un po’ di fact checking per vedere quante di quelle rosee previsioni del primo cittadino si siano trasformate in realtà.
Qualcuna, sempre con il facile senno del poi, Cialente l’ha sparata grossa: gli 85 mila abitanti e la fine dei lavori, neanche cominciati, al municipio di palazzo Margherita su tutte.
Ma dopo periodi bui, almeno la certezza dei fondi dei lavori e un “tesoretto” per lo sviluppo, tuttavia da concretizzare, L’Aquila l’ho avuto e questa il sindaco l’aveva imbroccata.
1. “Tra cinque anni il corso sarà finito”: FALSO
Cialente non aveva fatto i conti con la lentezza della ricostruzione pubblica, tanto per dire i lavori alla biblioteca “Tommasi” cominceranno forse tra anni, ma comunque ancora molti aggregati privati sono in corso. C’è da dire, però, che i lavori sono cominciati ora in tutto il corso principale.
2. “Tra cinque anni saremo tutti, si ricamminerà sotto i portici”: FALSO
Gli unici portici aperti sono quelli di San Bernardino, ma i portici del Liceo, ospitati proprio nel grande aggregato pubblico della biblioteca, sono off limits. Quelli della Carispaq torneranno disponibili solo tra più di un anno, così come quelli che sboccano su piazza Duomo.
3. “Tra cinque anni la città sarà molto più ricca”: FALSO
Ormai lo sanno anche i bambini che ci sono 5 mila nuovi poveri in città e il Comune ha poche risorse per arginare da solo il problema.
4. “Tra cinque anni saremo arrivati a 85 mila abitanti”: FALSO
Gli abitanti, come rimarcato dallo stesso Cialente nella sua lettera di commiato, sono 70 mila e poco più. Si è evitato lo spopolamento, va bene, ma quei 15 mila in più non si sono mai visti.
5. “Ci sono 5 miliardi da spendere e sono assolutamente ottimista”: VERO/FALSO
La ricostruzione privata è proseguita tutto sommato con un buon “tiraggio”, soprattutto da quando il governo Renzi ha strutturalmente stanziato oltre 5 miliardi di euro per i lavori. Ma all’epoca dell’intervista questi fondi non c’erano.
6. “Ci saranno soldi e possibilità di ripresa”: VERO
C’è il 4% dei fondi stornato al rilancio economico e produttivo, c’è il bando “Fare Centro” in corso, ma le possibilità devono essere ancora trasformate in ripresa.
7. “Entro i miei primi 100 giorni va via il commissario, prendo in mano la filiera e si lavora”: VERO
Con la legge Barca il 31 agosto 2012 si è chiuso lo stato di emergenza che perdurava dal 2009, la filiera Fintecna-Reluiss-Cineas, che controllava la conformità amministrativa, strutturale e finanziaria delle pratiche, è stata sostituita dall’ufficio speciale (Usra) che pur con qualche problema burocratico sta svolgendo il suo compito.
[Le attività commerciali, i proprietari] “le vedranno riaperte però fra molto, molto tempo. Quanto? Almeno 3 anni”: VERO
Anzi il sindaco è stato fin troppo pessimista. Nel 2015 c’erano già 82 esercizi commerciali riaperti.
8. “Per vedere come vengono spesi i soldi della ricostruzione sta tutto sul sito, nome e cognome”: VERO
La trasparenza non è mai difettata, addirittura da qualche tempo per stimolare chi non è bravo a presentare le integrazioni alle pratiche di ricostruzione i nomi dei ritardatari vengono resi noti.
9. “Vieni a qualche inaugurazione di palazzi. Quella del mio Comune? Tra due anni e mezzo”: FALSO
Topica clamorosa, l’inizio dei lavori di palazzo Margherita è stato annunciato almeno 6 volte nel corso del 2016, e dopo una cerimonia di taglio del nastro a fine anno, 6 mesi dopo tutto tace a palazzo di Città.






