L’AQUILA – Frutto di una proficua collaborazione istituzionale tra Castel Sant’Angelo e il Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila è stato presentata al MuNDA la Madonna col Bambino, gruppo ligneo intagliato e dipinto. Grazie a questa intesa, promossa dalla Direzione generale Musei, nell’ambito e nello spirito del Sistema Museale Nazionale, è stata stipulata una convenzione fra i due Musei, che prevede il deposito dell’opera al MuNDA per cinque anni rinnovabili.
Originariamente parte di un tabernacolo richiudibile mediante sportelli dipinti oggi perduti, la Madonna col Bambino del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo è ritratta assisa su uno scranno in posizione ieratica e frontale, mentre con il braccio sinistro sorregge il Bambino benedicente.
L’opera, databile intorno alla metà del XIV secolo, è stata eseguita da un artista di area umbro-abruzzese e si caratterizza per uno spiccato espressionismo delle fisionomie, figlio indubbiamente di un retaggio ancora tardo duecentesco.
Nel corso del XV secolo i volti originali sono stati coperti da vere e proprie maschere in cartapesta intelata e dipinta, esposte al pubblico in una teca, realizzate verosimilmente come aggiornamento delle fisionomie dei soggetti ritratti, rispondendo a esigenze di adeguamento stilistico e del gusto dell’epoca e dissimulando il gusto quasi caricaturale delle fisionomie, vicino all’ambiente artistico umbro della prima metà del Trecento.
I volti della Madonna e del Bambino sono stati liberati dalle due maschere solamente a seguito di un intervento di restauro condotto dall’Istituto Centrale per il Restauro nel 1987.
La singolarità delle maschere constava proprio nella volontà di modificare l’originaria espressività dei volti su sui si applicavano.
“Questa iniziativa – dichiara il Direttore generale Musei Massimo Osanna – rappresenta un esempio virtuoso di come il Sistema Museale Nazionale favorisca il dialogo tra istituti, territori e comunità. Valorizzare le opere nel contesto a cui rimandano consente non solo di rafforzare il legame tra patrimonio e identità locali, ma anche di attivare nuove forme di racconto e conoscenza. Il deposito della Madonna col Bambino al MuNDA si inserisce in una strategia ampia che punta a superare i confini fisici dei musei per renderli sempre più luoghi di rete, accessibili, connessi e aperti al territorio”.





