L’AQUILA – 29 febbraio: il giorno che rende l’anno bisestile. Qualcuno sostiene che porti bene, i più, invece, pensano che porti male a tutto l’anno.
Secondo la tradizione popolare, infatti, un anno bisestile è presagio di sventure e disgrazione portando così al detto “anno bisesto anno funesto”.
Se poi l’anno bisestile coincide con quello “della fine del mondo”, i fatti si complicano per chi è superstizioso.
Ma la superstizione, ricordiamo, nella quale rientrano anche le varie dottrine religiose da quelle più lontane da noi nel tempo e nello spazio a quelle a noi vicine, non ha portato che a bizzarre e immotivate alterazioni dei comportamenti umani, quando non a roghi, sacrifici e atrocità varie.
UN GIORNO RARO
In realtà il 29 febbraio è semplicemente un giorno raro.
Così poco frequente che è stato preso in prestito per ricordare la giornata mondiale delle malattie rare, e così dispettoso nei confronti dei nati di questo giorno, costretti a festeggiare un “buon non-compleanno” e a spostare i festeggiamenti al giorno precedente o al primo marzo.
MA PERCHE’ ESISTE QUESTA DATA?
La necessità di aggiungere un giorno ogni quattro anni nasce dal fatto che il moto di rivoluzione della Terra è di circa 365 e sei ore; i decimali però, a lungo andare avrebbero alterato i cicli stagionali. Tale modifica ha risolto il problema.
IL SIGNIFICATO DEL NOME ‘BISESTILE’
A coniare il termine “bisestile” furono in un certo senso i Romani che aggiungevano il giorno in più dopo il 24 febbraio, definendolo sexto die ante Kalendas Martias, ossia sesto giorno prima delle Calende di marzo, e tale giorno venne poi chiamato bis sexto die.
UN PO’ DI STORIA
Fu Giulio Cesare ad aggiungere un giorno qua e uno là intensificando i vari ritocchi al tormentato calendario.
Erano tempi di frequenti cambiamenti: luglio fu dedicato a Giulio Cesare e non fu più Quintilis secondo il vecchio calendario mentre agosto fu dedicato a Cesare Augusto che proprio in quel mese, Sexstilis, era diventato imperatore.
Questo ci spiega perchè settembre, ottobre, novembre e dicembre ricordano il loro passato di settimo, ottavo, nono e decimo mese di una successione numerica legata ai dieci cicli lunari, modificata poi dall’introduzione di gennaio e febbraio e dall’ampliamento dell’anno in dodici mesi.
Gli aggiustamenti voluti da Giulio Cesare, tuttavia, non risolsero i problemi e numeri solstizi continuavano a fluttuare nel tempo senza ancoraggi veramente stabili.
Appena nel 1582 papa Gregorio, forte dei calcoli dei matematici di tutta Europa, riformò il calendario giuliano e stabilì che ci fosse un anno bisestile, spostando il giorno in più dal 24 al 29 febbraio, solo quando questo fosse divisibile per 400.
Nessuna riforma tuttavia collegò mai formalmente l’anno bisestile a particolari influenze negative di cui l’umanità dovesse temere.
…E UN PO’ DI NUMERI
Se per il calendario gregoriano oggi è il 29 febbraio, per quello giuliano è il 16 (sempre del 2012), per quello copto è il 21 di Amshir (quasi corrispondente al nostro febbraio) del 1728, ma per quello copto etiopico è il 21 di una mese che sta tra febbraio e marzo e si chiama Yakkatit, del 2004 o forse del 2005.
Per l’Egira, oggi è il 6 del quarto mese dell’anno 1433, nel calendario ebraico stesso giorno ma del mese di Adar, sesto dell’anno 5722.
Il 29 febbraio cade negli anni divisibili per quattro.
CURIOSITÀ
Pochi sanno che secondo un’antichissima tradizione di origine anglosassone, legata a Saint Patrick, oggi sono le gentildonne a fare la fatidica proposta di matrimonio alla loro dolce metà.
Per un’antica legge se le donne vengono rifiutate possono chiedere come “risarcimento” un paio di guanti, un vestito o altro.
Questa curiosa legge è stata ripresa dal film A leap Year, una proposta per dire sì dove appunto una ragazza americana ricorre a qusta escamotage per sbloccare la situazione con l’eterno indeciso fidanzato.
Ad attestare la veridicità della fonte, nell’enciclopedia britannica si legge che “questa vecchia legge fu promulgata in Scozia nel 1288, una simile in Francia pochi anni dopo e in Italia nel XV secolo”.
La cosa veramente interessante è che oltre a rendere libere le donne di qualsiasi ceto sociale a fare questa proposta, veniva prevista un’ammenda nel caso in cui l’uomo, libero, rifiutasse il matrimonio.
Il giorno pare essere fortunato anche per chi si fidanza o sposa in tale data nella società moderna: non correrà così il rischio di dimenticarsi dell’anniversario e di essere vittima delle furie del partner per il mancato cadeau.




