VASTO – “Risorgimento e Liberazione sono termini che si richiamano e stanno insieme a connotare la tormentata storia del nostro Paese, giacché segnano l’inizio e la conclusione di quel lungo percorso che porta all’unificazione e all’indipendenza della patria, attraverso la conquista della libertà”.
Inizia così il messaggio del comitato provinciale di Chieti dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani, in occasione del 25 aprile.
“Nell’ Ottocento – dice ancora l’Anpi – si combatte principalmente per l’eliminazione di una costrizione esterna, rappresentata dalle interferenze di potenze straniere che impediscono all’Italia di essere una, indipendente e sovrana; nella prima metà del XX secolo, a partire dal ventennio fascista, si combatte per non essere soggetti, entro i confini della patria, all’arbitraria volontà altrui che conduce al fanatismo e alla coercizione”.
“‘Libertà da o Libertà di’ – prosegue – in ogni caso si combatte sempre contro un’oppressione che, di fatto, prova a offuscare le coscienze e a limitare le condizioni di possibilità dell’autodeterminazione. Questa sete di libertà, che ha contraddistinto il primo e il secondo Risorgimento, è stata soddisfatta a caro prezzo, con il sacrificio di tante vite umane: come sanno bene le popolazioni che vivono alle falde della Maiella”.
“Non a caso – sottolinea – le vicende vissute dalla nostra gente durante il primo e il secondo Risorgimento chiamano in causa il nostro patrio monte, alla cui ombra si è consumato l’olocausto di infiniti martiri della patria”.
“Infatti – continua l’Anpi – il nome La Maiella fu scelto a simbolo di libertà, prima da Gian Vincenzo Pellicciotti, l’animatore del movimento liberale chietino, per il suo giornale che vide la luce nei convulsi giorni del maggio 1848, e poi da quella brigata di coraggiosi, formatasi intorno a Ettore Troilo e Domenico Troilo, che si coprirà di gloria nella lotta di liberazione dal Nazifascismo”.
“Siamo vigili, dunque – conclude – e sempre pronti a difendere la libertà così faticosamente riconquistata, tutelando quei principi solenni della nostra Costituzione che garantiscono i diritti fondamentali della persona. Perché la Maiella torni a essere il simbolo della fierezza degli Abruzzesi, insofferenti di ogni coercizione. Questo è il monito che si leva dalla celebrazione del 25 aprile”.





