L’AQUILA – “Ancora oggi ci sarebbe molto da ricordare sul ruolo fondamentale delle donne partigiane, e Maria Agamben ce ne da l’opportunità. ci ricorda e ci insegna che la Resistenza e l’antifascismo sono un patrimonio di tutti perché vi contribuirono uomini e donne di qualunque opinione e credo politico. I partigiani erano cattolici e comunisti insieme, socialisti, liberali e azionisti, anarchici e militari, repubblicani e monarchici. Erano professori e contadini, operai e studenti, sacerdoti e laici, atei e credenti di ogni fede religiosa”.

E’ il commento di Fulvio Angelini, presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi) che assieme a William Giordano, responsabile dell’Anpi dell’Aquila ha oggi, festa della Repubblica, reso omaggio , Maria Agamben, partigiana aquilana, membro dell’assemblea costituente, eletta il 2 giugno del ’46, e assieme a Nilde Iotti, Teresa Noce, Lina Merlin e Angela Gotelli, componente della Commissione Speciale che redigerà il testo della Costituzione poi approvato dal Parlamento.

Il suo corpo riposa all’Aquila, nella Cappella Federici, insieme al marito il commediografo Mario Federici che aveva sposato nel 1926.

Nata all’Aquila nel 1899, Maria Agamben si laurea in Lettere, inizia la carriera di insegnante e giornalista e – dopo l’8 settembre del ’43 – prende parte alla Resistenza a Roma nell’associazione Piazza Bologna che aiuta i perseguitati politici. Antifascista e partigiana, grazie al suo impegno politico e civile, dopo la Liberazione, il 2 giugno del ’46 viene eletta nell’Assemblea Costituente: è una delle sole 21 donne che ne fanno parte su 556 parlamentari. Per il suo prestigio, cultura e sensibilità politica Maria Agamben sarà una delle cinque donne (insieme a Nilde Iotti, Teresa Noce, Lina Merlin e Angela Gotelli) a far parte della Commissione Speciale che redigerà il testo della Costituzione poi approvato dal Parlamento Era la prima volta che in Italia si votava col suffragio universale e che le donne si affacciavano all’impegno istituzionale.

Nelle elezioni politiche del ‘48 Maria Agamben è eletta al Parlamento nel collegio di Perugia tra le file della Democrazia Cristiana: si impegna sui temi della disoccupazione e del lavoro, dei diritti sociali, della condizione dei contadini e degli emigrati e del ruolo delle donne nella società, nella famiglia, nelle istituzioni. Lotta contro lo sfruttamento della prostituzione e per il loro reinserimento sociale. E’ stata dirigente delle ACLI e Fondatrice del CIF (Centro Italiano Femminile) nato da una costola dell’UDI (Unione Donne Italiane). Per tutta la vita continuò il suo impegno sociale e civile, fino al 1984 quando morì a Roma.