L’AQUILA – Domani, domenica 12 maggio è la giornata internazionale dell’infermiere.

Per l’occasione il Nursind, sindacato rappresentativo degli infermieri, lancia la campagna contro le aggressioni al personale sanitario: “L’aggressione non è la soluzione”.

“La crisi economica, lo stato di frustrazione sociale, la recente campagna di discredito dei dipendenti pubblici, la mancata conoscenza del ruolo degli infermieri da parte dei cittadini – afferma Andrea Bottega segretario nazionale Nursind – sono le concause evidenziate da un’indagine promossa da Nursind e svolta nel mese di aprile sul fenomeno delle aggressioni al personale sanitario”.

“Abbiamo promosso nel mese di aprile un’indagine on line tra i sanitari (principalmente infermieri) e abbiamo raccolto 1.567 questionari che hanno evidenziato – spiegano Tiziana Traini e Salvatore Vaccaro della direzione nazionale Nursind e autori del documento – come il fenomeno delle aggressioni fisiche e/o verbali sia, per il 79,7% dei sanitari, in aumento”.

Il problema è particolarmente sentito nella comunità professionale perché – sempre secondo l’indagine svolta – “la riduzione degli organici, la riduzione del personale di vigilanza e la scarsa videosorveglianza sono forse gli effetti della spending review che più hanno impatto sul verificarsi di aggressioni in ambito sanitario”.

“Aggredire un infermiere significa mettere in difficoltà tutto il sistema e la garanzia della qualità dell’assistenza: gli organici già ridotti all’osso difficilmente possono reggere ulteriori assenze e – concludono gli autori – l’impatto sulla motivazione lavorativa incide negativamente sulla relazione tra infermiere e assistito.”