L’AQUILA – Non solo caduta delle Torri Gemelle, ma anche il golpe in Cile. A ricordare un altro 11 settembre è il segretario di circolo di Rifondazione comunista, Goffredo Juchic.
LA NOTA COMPLETA
L’undici settembre 1973 un golpe militare guidato dal generale Augusto Pinochet e sostenuto dal governo degli Stati Uniti d’America rovesciava il governo socialista democraticamente eletto di Salvador Allende.
Il Cile che si avviava a un difficile processo di emancipazione economica e politica dall’imperialismo Usa piombò nel giro di poche ore in una dittatura durissima che ripristinò immediatamente i vecchi privilegi di classe.
Nel corso del colpo di stato e negli anni successivi persero la vita oltre 30.000 persone ed altre 600.000 furono incarcerate e torturate. Resta indelebile il sacrificio di Allende e del suo governo che difeserò la libertà e la democrazia fino all’estremo sacrificio avvenuto all’interno del palazzo presidenziale assediato e bombardato dai militari.
Nel giorno in cui tutti ricordano l’attacco alle Torri Gemelle è giusto non dimenticare che la libertà e la democrazia sono valori assoluti nei quali bisogna credere sempre e non solo quando toccano interessi economici e politici.
Allende rappresenta per tutti quelli che aspirano a un mondo migliore un esempio di come gli interessi neo coloniali sono, spesso, il motore della politica condotta dagli Usa e dei loro alleati. Non dimentichiamo che il generale Pinochet, anche dopo il ritorno del Cile alla democrazia, è stato sostenuto dal governo americano e dalla Gran Gretagna fino ad evitare il giusto processo per crimini contro l’umanità.
Se vogliamo un mondo migliore di questo, senza terrorismo e dittature, oggi è il giorno giusto per ricordare quanti in Cile quasi quarant’anni fa si batterono contro la barbarie della dittatura militare per la libertà di un popolo di autodeterminarsi.