NEW YORK – Fu davvero un’odissea nello spazio e poi un’eclissi di terrore sulla Terra, quella che nel 2001 costò la vita a 3.000 persone, al centro di New York, nel cuore dell’America.

Zeri, troppi zeri che fanno numeri spesso senza nome. Ma oggi il numero non è qualunque: undici anni dall’undici. Due cifre gemelle come gemelle furono le torri, non semplice simbolo di un miracolo architettonico, di gloria o di potere, ma luogo di anime, di vite stroncate dal folle volo di due (1+1) rapaci di ferro.

Nel quartiere di Manhattan oggi si ricorda una storia scrittta sempre con la stessa cifra: 11 (guarda caso, 11 anni fa), che ironia della sorte, a ben guardarla, scolpisce d’inchiostro, sulla carta, una piccola icona di una memoria che sarà sempre, nel cuore di chi è scampato alla tragedia, il miracolo e la sciagura di un infausto privilegio: poter raccontare quel momento a chi non sa, ma anche condividerlo con chi non potrà più vivere come prima.

Dopo quegli istanti, persino l’emblema spudorato – 11 – di due piccole lancette non avrebbe avuto senso. Dopo quella cifra impazzita sul quadrante, che in un solo istante fece scendere la notte sul pianeta. (e.c.)