L’AQUILA – “1° maggio nessuna festa, difendiamo la clausola sociale!”. Questo lo slogan scelto dalla Ugl Telecomunicazioni per la festa dei lavoratori .
Oggi contemporaneamente in 15 città dove sono presenti importanti contact center come Milano, L’Aquila, Roma, Napoli, Campobasso, Matera, Crotone, Rende, Catanzaro, Reggio Calabria, Bari, Taranto, Palermo, Caltanissetta, Catania, il sindacato ha organizzato dei flash mob per sensibilizzare l’opinione su questa battaglia di civiltà, di difesa dei diritti ed a sostegno delle mobilitazioni dei lavoratori sui territori.
“In questi giorni abbiamo assistito ad un’incredibile ed esponenziale crescita di interesse sul futuro dei colleghi, leggendo comunicati interessati e pieni di appelli da parte di molti che hanno scelto di scendere in campo per le prossime elezioni amministrative di giugno 2022. Oltre a ringraziare tutti per queste manifestazioni di attenzione, soprattutto coloro che si sono sempre impegnati nel passato e che hanno continuato ad esserci anche quando la campagna elettorale non era alle porte, ci auguriamo che le belle parole e l’impegno profuso da ogni parte politica non restino solo promesse. Come Ugl Tlc L’Aquila possiamo solo ringraziare il costante impegno e sostegno degli iscritti che ci permettono di andare avanti e che chiedono costantemente che i propri diritti smettano di essere calpestati. A loro il nostro più sentito ringraziamento per la fiducia accordataci e per la massiva partecipazione a qualsiasi tipologia di lotta messa in atto nel corso di questi due difficili e troppo lunghi anni”, afferma Francesca Fantasia, segretaria provinciale aquilana del sindacato, oggi impegnata con altri lavoratori davanti alla Basilica di Collemaggio per manifestare in supporto della clausola sociale.
“Malgrado il passare dei mesi ed il ridursi del tempo mancante alla chiusura di un rapporto di lavoro iniziato ormai nel dicembre 2019, resta ancora incerto il futuro dei 505 lavoratori di Comdata Group Spa impegnati nella gestione del servizio di contact center multimediale di Inps all’Aquila. Non ci stancheremo mai di ripetere che la Ugl Telecomunicazioni, sia a livello territoriale che nazionale, può vantare una costante battaglia a tutela di qualsiasi clausola sociale che ha portato spesso a scontri e a continue critiche da chi, invece, preferisce stare seduto a guardare e recriminare quanto messo in atto da altri. Alle preoccupazioni di un futuro incerto si aggiunge, come una spada di Damocle, la costante riduzione del salario che questi lavoratori continuano a subire a causa dell’apertura della cassa integrazione straordinaria che sta mettendo in crisi gli impiegati e le loro famiglie”, continua Fantasia.
Un’occasione, quella legata alla Basilica di Collemaggio, che il segretario regionale abruzzese di Ugl Telecomunicazioni, Venanzio Cretarola, ha colto per affermare, provocatoriamente, che “Perfino Papa Celestino V non fa il gran rifiuto della Clausola sociale. Da Collemaggio, L’Aquila, è tutto. E voi?”.
Per Stefano Conti, segretario nazionale dello stesso sindacato, “In un mondo del lavoro sotto continuo attacco di organismi sovranazionali, il cui obiettivo è il completo smantellamento del welfare, in un mondo del lavoro dove per i lavoratori ci sono i sacrifici e per i manager i premi, in un mondo del lavoro che negli ultimi tempi ha permesso le più odiose discriminazioni, in un mondo del lavoro dove gli infortuni mortali continuano ad essere all’ordine del giorno, festeggiare oggi il 1 maggio non ha senso”, aggiunge.
“Le vertenze che coinvolgono gli addetti delle commesse dei Contact Center di Inps e Ita, ma che riguardano migliaia di lavoratori dell’intero settore degli outsourcers, evidenziano come le stesso Governo attraverso aziende pubbliche o interamente partecipate non applicando la clausola sociale, o come nel caso di Ita addirittura disertando incontri istituzionali, piuttosto che nella proposta di modifica della legge delega in materia di contratti pubblici, che, nel Codice degli Appalti prevede nelle gare ad alta densità occupazionale, come i contact center, di modificare la parola ‘obbligo’ di applicazione della clausola sociale nella parola ‘facoltà’ di applicare la clausola sociale, stia di fatto destrutturando questo fondamentale meccanismo di tutela occupazionale”, conclude Conti.






