L’AQUILA – Sono circa 6 mila le domande presentate per accedere alle agevolazioni in favore delle micro e piccole imprese della Zona franca urbana del Comune dell’Aquila.
I termini sono scaduti due giorni fa, precisamente alle ore 12 del 10 aprile, e le cifre parlano chiaro: quasi tutte le aziende che avevano i requisiti hanno voluto provare a ottenere questi fondi.
Giunge così quasi al termine un percorso segnato da numerosissime polemiche e diventato terreno di scontro soprattutto nel periodo di fuoco della campagna elettorale dello scorso anno, tra gli allora candidati sindaco del capoluogo Massimo Cialente e Giorgio De Matteis .
I contributi per 90 milioni totali sono riservati alle piccole e medie imprese, già operative sul territorio prima del sisma del 2009 o che si insedieranno entro il 2014. La norma prevede sgravi fiscali fino a un massimo di 200 mila euro, spalmati su tre anni.
La ripartizione delle risorse avverrà in maniera matematica: il totale dei fondi diviso il numero delle domande. In questo modo, se tutte le istanze presentate venissero approvate, a ogni impresa andrebbero circa 15 mila euro.
Secondo alcuni questo criterio di distribuzione dei fondi sarebbe poco calibrato sulle reali esigenze delle aziende. Tra le posizioni critiche c’è quella di Ettore Perrotti, presidente regionale dei giovani dottori commercialisti.
“Il mio punto di vista è critico – dice ad AbruzzoWeb – se questi fondi servivano a far ripartire territorio, si è fallito. Facendo un esempio: con questo sistema di ripartizione, cioè totale fondi diviso numero di domande, l’edicolante prenderà gli stessi soldi di un’impresa che deve assumere 10 persone. Io lo definisco un ‘sistema elemosinante’ e non incentivante”.
Un’altra criticità, per Perrotti, riguarda la riserva del 10% di risorse dedicata alle attività del centro storico. “Questa riserva riguarda le pochissime attività che hanno riaperto in centro. Quelle che erano in centro e si sono ricollocate fuori dal comune, potranno usufruire del contributo solo tornando nel centro storico, e questo è assurdo”.
C’è poi la questione dell’esclusione dei professionisti (come commercialisti e avvocati), in quanto non iscritti alla Camera di commercio, per Perrotti “del tutto ingiusta, nonostante le ultima raccomandazioni della Commissione europea che invece ‘aprono’ ai professionisti”.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, che approva il modello di istanza, è già a lavoro. “Ci hanno già richiesto delle integrazioni”, conclude Perrotti.
ZFU: STORIA DI POLEMICHE E DUBBI
I due più grandi “duellanti” sulla zfu sono stati Cialente e De Matteis. Per tutto il periodo della campagna elettorale il provvedimento è stato terreno di scontro tra l’attuale sindaco, che sosteneva che si fosse perso tempo (tanto da organizzare anche una spedizione del Consiglio comunale a Bruxelles per avere risposte sul decreto), e l’attuale leader delle opposizioni al Comune, che come un mantra sosteneva invece che il “de minimis” facesse parte della zfu.
Tanti poi i dubbi sul decreto, che il Ministero dello sviluppo economico ha sciolto solo a metà nei giorni scorsi.
C’è infatti il problema dell’infrazione aperta dalla Comunità europea sugli aiuti di Stato. La storia è nota: i tecnici di Bruxelles reputano che l’abbattimento delle tasse al 40% deciso con una legge a fine 2011 possa configurarsi già come un’agevolazione alle imprese, per cui i due benefici non sarebbero cumulabili.
Parziali rassicurazioni sono arrivate nei giorni scorsi da Carlo Sappino, dirigente generale del dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica del ministero dello Sviluppo economico, che ha spiegato che le imprese potevano comunque fare domanda: “se avete già dichiarato di non aver usufruito di aiuti, non vi accuseranno di falso e non ci saranno denunce penali, lo prendo come impegno”.
Lo stesso Sappino ha previsto di emanare la graudatoria degli ammessi e i provvedimenti di concessione nel mese di maggio. Per le aziende per le quali c’è ancora un profilo di compatibilità comunitaria sui vecchi aiuti il dirigente consiglia, invece, di “attendere la chiusura della partita comunitaria”.



