L’AQUILA – “La situazione drammatica nella quale vive la nostra comunità imporrebbe a tutti di dire la verità e non gettare fumo negli occhi. Oggi la verità è che la zona franca urbana per noi non ci sarà. Quello che ci sarà, e bisogna ancora lavorare perché sia così, è il ‘de minimis’, cosa del tutto diversa”.

Lo scrive in una nota il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, che fa il punto sulla misura di aiuto da 90 milioni di cui si è saputo ieri.

“Spieghiamo bene – scrive – da anni gli sgravi fiscali e contributivi per le imprese sono materia delegata alla Commissione Europea, sulle quali i singoli Stati non possono decidere. La sola cosa che possono fare è introdurre vantaggi fiscali minimi entro la soglia di 200.000 euro, appunto il “de minimis”, facendosi comunque autorizzare dall’Europa”.

Lolli ammonisce ricordando che “la zona franca urbana è tutt’altra cosa: cinque anni di sgravi fiscali e contributivi totali e cinque anni successivi parziali per le nuove imprese”, snocciola.

“Questo – prosegue l’ex sottosegretario allo Sport – era scritto nella legge sul terremoto e questo ci era stato promesso. Non lo abbiamo ottenuto dall’Europa perché, mentre all’Aquila si continuavano a fare annunci roboanti e addirittura si motivavano scelte di schieramento, per esempio nelle elezioni provinciali, sulla base della zona franca ottenuta, il Governo Berlusconi portava avanti la procedura di richiesta all’Europa con ritardo e con motivazioni sbagliate”.

“Ora – sostiene Lolli – persa la zona franca ci rimane il “de minimis” che, ovviamente, è meglio di niente anche perché permetterebbe di utilizzare i 90 milioni di euro che abbiamo ottenuto grazie a un emendamento unitario dei parlamentari abruzzesi, primo firmatario il senatore Franco Marini, e che sono inutilizzati da due anni”.

“Rimane una triste considerazione – conclude – se non avessimo perso tempo a inseguire l’obiettivo della zona franca urbana, che non si poteva raggiungere perché il Governo aveva sbagliato procedura di richiesta nei modi e nei tempi, da due anni almeno avremmo avuto il vantaggio, sia pur limitato per gli aquilani, del ‘de minimis'”.