L’AQUILA – “Ancora una volta devo rispondere al sindaco della mistificazione e della confusione, tratto ormai distintivo dell’amministrazione Cialente”.
È un vero e proprio sfogo quello del presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, chiamato in causa nella nota del primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, che ha annunciato il ritiro della notifica della zona franca urbana alla Ue da parte del governo.
“La zona franca urbana – ricorda De Matteis – è stata inserita all’interno del decreto Abruzzo su proposta dei senatori del Partito democratico Franco Marini, Giovanni Legnini e Luigi Lusi. Quest’ultimo, prima del viaggio di Cialente a Bruxelles, ricordò in conferenza stampa all’Aquila con grande enfasi questo merito. Quindi il governo ha trasmesso a Bruxelles una richiesta voluta dal Pd, partito del sindaco, e supportata dall’intero Parlamento”.
Una norma che, per De Matteis, “doveva essere a conoscenza sia del Pd che del sindaco, che fa finta di non ricordare d’aver votato nella finanziaria 2008, passata nel 2007, quando lui era ancora in parlamento, il famoso de minimis per le aziende operanti in zona franca urbana”.
“Lasciato solo da Cialente e dai suoi amici – accusa – il sottoscritto è andato a difendere questa misura, 90 milioni per le piccole aziende aquilane, che evidentemente nessuno riteneva e ha ritenuto per ben due anni che fosse necessario sostenere, al contrario del sottoscritto”.
Quanto alla scelta “de minimis”, 200 mila euro all’anno per tre anni di sgravi fiscali per le piccole nuove aziende e per quelle già esistenti, inserita nel decreto liberalizzazioni in discussione alla Camera,“è stata il frutto della contrattazione avvenuta a Bruxelles tra ministero per lo Sviluppo economico, rappresentanza diploamtica italiana, Regione Abruzzo e direzione generale della Concorrenza del commissario Joaquin Almunia. Questi fatti – ricorda Gdm – sono agli atti dell’incontro del sottoscritto con i capigruppo del Consiglio comunale tenuto a ottobre 2011, e furono messi a conoscenza anche di Camera di commercio, sindacati, e dell’assessore Marco Fanfani, presente in rappresentanza del Comune in una seduta successiva”.
“La pateticità delle affermazioni di Cialente – attacca De Matteis – dovrebbe avere ben altro tipo di bersaglio, visto che a differenza sua, per me la difesa della città avviene non solo quando è necessario fare scena su televisioni e giornali, ma soprattutto quando è necessario portare a casa risultati concreti e non vendersi il lavoro fatto in maniera oscura ma significativa da altri, cosa che appartiene ormai al vissuto di Cialente, capace di innumerevoli danni che hanno sempre altra origine, mai la sua amministrazione”.
“Se difendere la città – conclude – significa aver perso i fondi della redazione del piano di ricostruzione in merito alle seconde case e alle attività produttive, se significa essere presi a schiaffi dal prefetto Franco Gabrielli in merito alla mancata applicazione della legge 77, se significa accettare l’onere di gestione del progetto C.a.s.e. senza alcuna contrattazione e a carico degli aquilani, se significa lasciare a operazioni selvagge la gestione dei 5 milioni di metri quadrati di aree bianche, se significa perdere i fondi comunitari e non saper neanche proporre un progetto sui fondi Fas, allora il sottoscritto preferisce difenderla in maniera diversa e mandare a casa un sindaco che fin troppi danni ha creato all’Aquila”. (alb.or.)



