L’AQUILA – “Esprimo un motivato e forte dissenso rispetto alle deliberazioni assunte dalla Giunta regionale nella ripartizione delle risorse disponibili, ritenendola impari, iniqua ed amministrativamente non corretta”.
E’ uana furia il rettore dell’Università dell’Aquila Edoardo Alesse, alla notizia dello “zero” stanziato dalla Regione, per il suo ateneo, nella ripartizione degli 1.4 milioni rispetto ai 3 previsti, dei fondi per il diritto allo studio, che vanno a pagare in primis le borse di studio, e servizi vari agli studenti.
Sulla vicenda in modo bipartisan, interviene anche il consigliere comunale dell’Aquila Leonardo Scimia, Fratelli d’Italia, e il consgliere regionale di Avezzano, Giorgio Fedele, del Movimento 5 stelle.
Decisione assunta con la determina del 9 aprile dell’assessore regionale Piero Fioretti, della Lega: all’Università di Chieti e Pescara sono andati 1.2 milioni di euro, a quella di Teramo 187 mila a Teramo, nulla a L’Aquila, che avrebbe a disposizione avanzi di amministrazione maturati nel triennio 2015-2018, di circa 5 milioni di euro.
Per il rettore si tratta però di un “comportamento asimmetrico e chiaramente discriminatorio nei confronti degli studenti che frequentano l’Università degli Studi dell’Aquila rispetto a quelli iscritti agli altri Atenei della Regione. Anche soprassedendo rispetto alla inadeguatezza ormai cronica del totale dei fondi messi a disposizione – afferma Alesse – e lungi dal voler entrare nel merito delle azioni delle persone che hanno determinato l’attuale situazione, voglio evidenziare che il diritto allo studio e alla migliore formazione possibile, rappresentano uno dei diritti fondamentali ed inalienabili che devono essere garantiti sempre, comunque e a tutti i livelli attraverso le più appropriate soluzioni finanziare ed amministrative, in un contesto di progresso sociale e civile, oltre che culturale”.
“L’Università degli Studi dell’Aquila – prosegue il Rettore- nonostante le decennali difficoltà seguite all’evento sismico del 2009, ogni giorno esprime manifestazioni di forte vitalità e di eccellenza nella didattica, nella ricerca, nella terza missione e nell’internazionalizzazione, forse rappresentando in questi ambiti la più longeva ed autorevole tradizione accademica della Regione Abruzzo. Per queste ragioni e per il rispetto e la tutela che deve ai propri studenti non può accettare la situazione che si è venuta a determinare e chiede con forza, ma anche con fiducia, nel rispetto delle prerogative del decisore politico, che sia data pronta ed efficace soluzione al problema”.
A sua volta Scimia afferma che “apprendo con sgomento dal comunicato di Azione Universitaria che numerosi studenti dell’Aquila rischierebbero di rimanere senza borse di studio.
Pur non entrando nel merito della questione politica, si evince che c’è stato un evidente cortocircuito tra presidente dell’Adsu aquilana e l’Assessore Fioretti.
Mi auspico questa non sia stata una scelta dell’Assessore, tanto meno una leggerezza da parte di entrambe le figure responsabili.
Per come la vedo io, l’Università è un bene della città e tutti gli iscritti devono essere trattati come fossero cittadini aquilani. Per questo, in qualità di consigliere comunale dell’Aquila, chiedo con forza alla Regione di impegnarsi a far rientrare questa situazione che ha dello scandaloso per il capoluogo e, soprattutto, per la dignità gli studenti.
In particolare mi rivolgo all’Assessore regionale al bilancio Guido Liris, ex rappresentante degli studenti nel CDA dell’Adsu dell’Aquila, di trovare i fondi per finanziare tutte le 233 borse di studio per gli studenti idonei e ad oggi non beneficiari.
Ci sarà tempo per capire i motivi per cui si è arrivati fin qui, ora conta solo risolvere questo enorme problema.
Il consigliere regionale Fedele bolla quanto accaduto di “una gravità estrema”,
“Non contento dell’entità irrisoria dei fondi che l’Abruzzo stanzia ogni anno per le borse di studio, ben al di sotto di quanto è richiesto alla Regione, l’assessore Fioretti ha pensato bene di escludere dalla ripartizione L’Aquila, motivando la decisione con il fatto che l’Adsu locale avrebbe potuto coprire il proprio fabbisogno usando gli avanzi di amministrazione maturati nel triennio 2015-2018. Per quel che mi é dato sapere – continua Fedele – il Decreto Legge 118/2011 non permette alle aziende quali l’Adsu di impiegare gli avanzi di amministrazione a copertura delle borse di studio e degli altri servizi erogati agli studenti, essendo, queste, tutte spese correnti permanenti.
Spero di essere al più presto smentito, ed é per questo che porterò il tema all’attenzione del consiglio regionale, analizzando proprio la citata determina del 9 aprile e soprattutto la successiva delibera di Giunta dello scorso 28 aprile, con cui si é tentato maldestramente di sistemare le cose, visto che il citato atto contiene un mero impegno a trovare le risorse necessarie ad assicurare il pagamento delle borse di studio a tutti gli studenti risultati idonei nelle graduatorie approvate dalle Adsu. Ove però tale tesi fosse confermata, si tratterebbe di una leggerezza gravissima a danno degli studenti che hanno diritto alle borse di studio e a danno di tutta la Provincia dell’Aquila, un territorio questo che continua a non essere minimamente tenuto in considerazione dal governo Marsilio”.






