PESCARA – È cominciato il vero campionato del Pescara con la vittoria sul Verona.
Ora ci sarà l’Empoli e poi ogni sabato sarà un passo decisivo verso il traguardo che, ci auguriamo tutti, sia la promozione diretta in A.
Per potersi giocare al meglio le carte, Zdenek Zeman ha necessità di un centrale di difesa che sia rapido e veloce da affiancare a uno dei nostri splendidi ragazzi che rispondono ai nomi di Capuano, Romagnoli e Brosco.
Ora che si è attenuata la “sbornia” d’entusiasmo del dopo Verona, è giusto analizzare bene la partita e vedere che abbiamo corso almeno tre grossi pericoli, uno ci ha fatto subire un gol, e gli altri due ci stavano per annullare la soddisfazione di una prestazione generosa e qualificata.
Sono state tre occasioni in cui uno dei centrali difensivi non è riuscito a fare bene, e in tempo utile la diagonale, proprio perché… Lento.
Ora, se l’obiettivo del Pescara è diventato, per forza dei numeri, la promozione, non si può vanificare il tutto per la mancanza di un’alternativa difensiva valida difensiva.
Inutile stare a parlare ancora di attaccanti e di centrocampisti per due settori in cui siamo più che coperti. Ci vuole un centrale rapido. La società ha fatto molto e ora deve fare l’ultimo decisivo sforzo e garantire il tecnico con le giuste presenze nella rosa.
Insomma, per dirla in maniera franca, il mercato lo deve fare il Pescara, e prendere chi gli serve realmente, e non deve essere il mercato a fare il Pescara.
L’entusiasmo tra i tifosi si sta dilatando a vista d’occhio ma gli stessi tifosi non devono perdere di vista le realtà stesse legate ai loro comportamenti.
Far pagare alla società 30 mila euro di multa per gli atteggiamenti avuti durante la gara contro il Verona è una forma di autolesionismo, così come anche i giocatori debbono ricordarsi alcune semplici regole comportamentali e non subire quelle sciocche, inutili ammonizioni che poi portano a squalifiche che possono costare molto nella economia del campionato.
Visto che parliamo di comportamento dei tifosi perché non fare una riflessione sul turismo sportivo che è stato soffocato proprio dalle intemperanze delle tifoserie in trasferta?
Ricordo quando, alcuni decenni or sono, ci si trasferiva in altre sedi per seguire la nostra squadra e intanto si sfruttava l’occasione per conoscere altre città, gustare i loro prodotti tipici, fare acquisti, con un movimento interessante di denaro che faceva la fortuna dei commercianti e di tutto il terziario più o meno avanzato.
Ora, tra limitazioni e quant’altro, il turismo sportivo ha perso la sua efficacia con notevole perdita in tutti gli ambienti, commerciali e sportivi, e non mi dicano i tifosi che lo colpa è solo del potere.






