PESCARA – Le cipolle fanno piangere in cucina, è risaputo, ma fanno piangere anche allo stadio.
Le cipolle non sono altro che bombe carta: ordigni, molto rudimentali, a basso potenziale esplosivo, costruiti a livello artigianale con polvere da sparo pressati all’interno di un involucro di cartone e ricoperto da nastro.
La sua esplosione può provocare, alle persone che si trovano nel raggio di circa 2-3 metri, gravi ustioni in tutto il corpo e danni gravi agli arti.
L’ultima cipolla l’abbiamo sentita esplodere a Teramo e la giustifcazione del “lanciatore” è che si trattava di una normale cipolla.
Le cipolle fanno piangere chi le subisce e la società del lanciatore che sarà costretta a pagare fior di multe.
Ma i ragazzi questo non lo capiscono, dicono che è tifo ed è passione sportiva.
Quando capiranno che il tifo è gioia di vivere e non minacce armate contro il prossimo?
Quando riusciranno a capire che bisogna tifare per la propria squadra per sostenere i giocatori nel loro slancio atletico e non colpire gli avversari rei solo di avere la stessa passione?
Quando capiranno che usando le cipolle daranno sempre ragione a chi li penalizza e non li vuole più allo stadio?
Per ora tolgono loro le trasferte, poi toglieranno anche le partite interne.
Lo stesso Zdenek Zeman ha redarguito a modo suo, con voce bassa e monocorde, i tifosi pescaresi rei del lancio.
Ma non credo se ne siano dati per inteso. Le cipolle vanno bene in cucina e usate con sapienza, altrimenti anche lì fanno piangere…
Ricordatelo ragazzi e non confondete la gioia di vivere e di divertirsi allo stadio con la violenza e con la stupidità.






