TERAMO – “Il fiume Vibrata è una fogna da anni e lo dimostra il monitoraggio che l’Arta svolge dal 2004”.

Così il Wwf di Teramo attacca sulla situazione del corso d’acqua che sfocia a Martinsicuro (Teramo) e Alba Adriatica (Teramo), riportando i dati delle quattro stazioni di rilevamento dell’Arta disponibili dal 2004 al 2009.

“Dai dati – si legge in una nota del Wwf – emerge chiaramente l’effetto devastante dell’uomo su questo corso d’acqua, che è tra i peggiori della regione. La prima stazione, posta a monte lungo il corso a Civitella del Tronto, è classificata nella categoria ‘buono’. Appena più a valle, a Sant’Omero, la situazione ambientale crolla e la stazione, già dal 2004, è classificata nella categoria ‘pessimo’. Anche le altre due stazioni poste a Corropoli e alla foce sono fortemente inquinate e sono classificate ‘scadenti'”.

“Il Wwf – spiega Pino Furia, responsabile del Wwf Teramo – da anni segnala con il suo dossier sui fiumi la gravissima situazione del Vibrata, ma gli enti sono rimasti sordi rispetto a questi allarmi. Il Vibrata rappresenta bene la situazione dei fiumi della regione, che sono lontanissimi dall’obiettivo di qualità dettato dall’Unione Europea. Infatti nel 2015 tutti i fiumi dovranno essere nella categoria ‘buono'”.

“Basti pensare – prosegue – che la Regione Abruzzo ha adottato in Giunta il Piano di tutela delle acque solo poche settimane fa, quando doveva essere varato nel 2004. Abbiamo aspramente criticato le prime versioni del piano che rimandavano a date da destinarsi il raggiungimento degli obiettivi di qualità. Ora vedremo se alcune nostre indicazioni sono state recepite, con l’adozione di limiti temporali certi per il disinquinamento”.

“Purtroppo – conclude Furia – quasi tutti i Comuni della costa, con la lodevole eccezione di Fossacesia, sono stati del tutto assenti nelle fasi di elaborazione del Piano di tutela delle acque, forse troppo impegnati a ricercare bandiere di vario colore invece di preoccuparsi dei preoccupanti dati ambientali già ampiamente disponibili e di richiedere a gran voce misure straordinarie ed effettive da inserire nel Piano regionale”.