TERAMO –  Lunedì prossimo il centrodestra ufficializzerà, nel tavolo nazionale, il suo candidato sindaco alle elezioni comunali di Teramo del 14 e 15 maggio. E le previsioni dei bookmakers  quotano oramai come certo il nome dell’assessore regionale al Sociale e al lavoro, Pietro Quaresimale, della Lega.

A spianare la strada per l’investitura dell’avvocato 47enne, della vicina Campli, di cui è stato sindaco, è l’essere oramai tramontata l’unica ipotesi che poteva prefigurarsi come alternativa, quella di Paolo Tancredi, ex parlamentare ed ex consigliere regionale Pdl, poi passato al  Nuovo centrodestra, oggi manager e coordinatore regionale di Noi con l’Italia.  Il quale, si scopre ora come retroscena, non è stato lui a proporsi, essendo l’ipotesi nata da un incontro tra il presidente della Regione, Marco Marsilio, Fdi, e il leader di Noi con l’Italia, l’ex ministro Maurizio Lupi, che avrebbe fatto pressione sull’ex parlamentare, senza esito, perché alla fine della giostra Tancredi si è detto non disponibile.

Dichiara infatti ad Abruzzoweb: “Ringrazio le forze politiche di centrodestra per la convinta proposta di candidatura. Ma non ho mai dato ma disponibilità a scendere in campo. Ho sempre sostenuto che per opporsi con successo ad un sindaco uscente serve una adeguata tempistica, una strategia ed una organizzazione molto efficace. Oltre che una coalizione coesa”.

Della terna portata al tavolo nazionale, dopo il summit di Pescara, è rimasto dunque Quaresimale, e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Pasquale Tiberii, mentre il terzo nome l’avvocato Carlo Antonetti, ex presidente del Teramo basket, ha già rotto gli indugi e si è già candidato a sindaco di Teramo, con una proposta civica. Antonetti era considerato il candidato vicino proprio a Tancredi, ed anche a Paolo Gatti, ex assessore di Forza Italia.

Il terzo candidato, ad oggi ufficiale, assieme al sindaco uscente di centrosinistra,  Gianguido D’Alberto, il favorito della competizione, che sarà appoggiato oltre che dalle sue liste civiche anche dal Partito democratico, e a Maria Cristina Marroni, ex vicesindaco ora all’opposizione, appoggiata da Italia viva, e da due liste civiche.

Dopo mesi di incertezze e divisioni, esplose in particolare per l’essere andati divisi alle elezioni della presidenza della Provincia di Teramo, il centrodestra è  così oramai ad un passo dal ricompattamento intorno alla figura di Quaresimale, sulla cresta dell’onda nel suo ruolo di assessore regionale, con deleghe di peso come il Sociale, l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro,  e che in questi anni molto si è speso per il territorio di provenienza. Forte anche di un pesante bacino di voti, ben 8.838 ottenuti alle elezioni regionali del marzo 2019.

Quaresimale avrebbe poi ricevuto rassicurazioni dai vertici del partito, a cominciare dal segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo, sottosegretario all’Agricoltura, sul fatto che se non dovesse diventare sindaco, sarebbe ripagato con la ricandidatura certa alle prossime regionali.

C’è invero, soprattutto in Forza Italia, chi aveva espresso perplessità su Quaresimale, preferendo una figura più centrista, come appunto Tancredi. Osservando che Quaresimale è per di più di Campli, e non un teramano doc. A fare resistenze è stato in particolare il segretario regionale degli azzurri, Nazario Pagano, che ha anche flirtato inizialmente con Antonetti.

Ma nel resto della coalizione, ovvero da parte di Lega e Fdi, è stato fatto notare che Quaresimale vive da oltre venti anni a Teramo, dove ha anche un avviato studio legale, assieme alla sorella Laura, ed è molto ben inserito e conosciuto in città. Inoltre è stato osservato, Quaresimale sarebbe nome più gradito alla base del centrodestra, rispetto a Tancredi, di area centrista, e come si dettaglierà qui di seguito, che ha avuto anche flirt con il centrosinistra.

Del resto Pagano non controlla il partito teramano, dove a tenere salde le leve del comando è semmai il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, uomo forte in Abruzzo degli azzurri, e che attende che Pagano gli ceda la segreteria regionale, come pattuito prima delle elezioni politiche del 25 settembre, che hanno visto la riconferma di Pagano, e l’elezione mancata di un soffio per Sospiri. Vicino a Sospiri è in particolare il segretario provinciale, Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri.

Tornando a Paolo Tancredi: la sua ipotesi, come detto, è nata da un incontro tra Lupi e Marsilio, alla ricerca quest’ultimo di una candidatura che mettesse davvero tutti d’accordo, anche in vista della sua ricandidatura a presidente della Regione nel marzo del 2024. E la Lega, come i Fratelli d’Italia, non si erano affatto messi di traverso.

Invero c’è stato anche chi, tra i puri e duri del centrodestra, ha ricordato che però Paolo Tancredi eletto con il Pdl, ha aderito nel 2013 al Nuovo centro destra di Angelino Alfano, che nel 2013 prese nettamente le distanze da Forza Italia di Silvio Berlusconi e garantì poi il sostegno al governo di Enrico Letta, ora segretario dimissionario del Pd, partecipando in seguito al governo di Matteo Renzi.

Ad ogni buon conto, Tancredi ha deciso di fare un passo indietro, e c’è chi assicura che ora anche lui appoggerà Quaresimale, piuttosto che un candidato considerato meno forte, come Antonetti.

E lo stesso, c’è chi vocifera, potrebbe fare il suo amico Paolo Gatti, in nome della real politik, dopo  aver detto addio al centrodestra, non risparmiando parole di fuoco contro la Lega, a seguito delle elezioni provinciali. Assicurando che sarà comunque della partita, seppure non come candidato sindaco, con la sua lista Futuro In,  contro il sindaco D’Alberto, e con il suo pacchetto di voti, che però non è certo quello delle elezioni regionali  del 2008 e del 2014, dove ottenne oltre 10mila preferenze.