L’AQUILA – Partono le grandi manovre per le elezioni provinciali dell’Aquila, e nel centrodestra all’orizzonte si intravede un rischio di spaccatura con in campo il presidente uscente, Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro, e Paolo Federico, sindaco di Navelli di Fratelli d’Italia, espressione del territorio aquilano, che per la legge non scritta dell’alternanza territoriale potrebbe rivendicare la presidenza.
In alto mare il centrosinistra, che con pochi Comuni e poco popolosi dalla sua, non ha allo stato attuale grandi chance.
Ci sarà però tempo per serrare i ranghi e fare le scelte: tutte le consultazioni elettorali italiane, a seguito del decreto legge del consiglio dei Ministri 183 su proposta del premier Mario Draghi e del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, convertito in legge ad inizio marzo, sono state fatte slittare in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre a causa della perdurante emergenza covid, comprese quelle che riguardano i 73 comuni abruzzesi che sarebbero dovuti tornare alle urne a giugno. Di conseguenza le elezioni provinciali, si potranno disputare dopo 60 giorni dalla proclamazione degli eletti nei consigli comunali, ovvero tra metà novembre e metà dicembre.
Accadrà così che sarà rimandato anche il voto per la presidenza della Provincia dell’Aquila, prevista ad agosto, scaduto il mandato di quattro anni di Caruso, e sarà accorpato con quello previsto ad ottobre, ogni due anni, per la composizione del consiglio provinciale. Si avrà insomma un allineamento delle due competizioni.
Saranno però le elezioni previste per gli enti di secondo livello, da quando le Province sono state declassate per non dire azzoppate dalla famigerata riforma del 2015 del ministro Graziano Delrio: potranno votare non i cittadini, come ai tempi d’oro delle Province, ma solo gli amministratori comunali in carica, con un voto ponderato, ovvero più “pesante” per i Comuni più popolosi, meno “pesante” per quelli più piccoli. A candidarsi a presidente potranno essere solo i sindaci in carica, mentre a consigliere potranno candidarsi sindaci, assessori e consiglieri comunali.
Ed è proprio il controllo da parte del centrodestra dei comuni più popolosi della provincia, a cominciare da L’Aquila, dove è sindaco Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia, il punto di forza del centrodestra. Strada tutta in salita per il centrosinistra, che può contare su pochi comuni e poco popolosi. Anche per questo ancora nessuno ha avanzato candidature. La situazione potrebbe cambiare se il centrodestra dovesse spaccarsi, e la partita riaprirsi.
Accade che in molti danno per scontata la corsa per il secondo mandato di Caruso, 56enne avvocato, sindaco di Castel di Sangro, rieletto a settembre 2020 primo cittadino dell’importante città nel cuore del comprensorio turistico dell’Alto Sangro con la civica di centrodestra “Continuità per il progresso”. Su una sua eventuale ricandidatura, in una intervista ad Abruzzoweb ha affermato: “ vedremo se ci saranno le condizioni, non dipende solo da me. Per ora sono concentrato nel chiudere nel migliore dei modi il mandato. In questi anni abbiamo fatto cose importanti”. Caruso, molto vicino a Fratelli d’Italia, ha un buon rapporto con il presidente della Regione Marco Marsilio, anche lui di Fdi, ha dalla sua Sulmona, del sindaco Annamaria Casini, espressione del civismo dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo.
C’è però un problema territoriale: una legge non scritta vuole che ci sia una alternanza alla presidenza della Provincia, tra l’area aquilana, marsicana e della valle Peligna e Alto Sangro.
Va dunque ricordato chi ha negli ultimi anni ha ricoperto la carica di presidente della Provincia: il sulmonese del centrodestra Palmiero Susi dal 1995 al 2004, a seguire l’ora deputata del Partito democratico, l’aquilana Stefania Pezzopane, dal 2004 al 2010, il marsicano di Celano Antonio Del Corvo, per Forza Italia, dal 2010 al 2015. Poi con l’entrata in vigore della legge Delrio, e con il voto dei soli sindaci e consiglieri comunali, il sindaco di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis, esponente del centrosinistra, dal 2015 al 2017, infine Caruso dal 2017 ad oggi.
C’è dunque chi ritiene che per quanto riguarda il centrodestra, dovrebbe toccare ora ad un sindaco al territorio aquilano, dopo 10 anni di presidenza del peligno Susi, del marsicano Del Corvo, e del peligno-alto sangrino Caruso.
Ed ecco dunque affacciarsi l’ipotesi Paolo Federico, 58enne sindaco di Navelli, commissario della Comunità montana Montagna di L’Aquila ed ex amministratore unico dell’Aquilana società multiservizi (Asm), che si occupa per il capoluogo della raccolta e smaltimenti dei rifiuti, incarico che ha dovuto lasciare nel luglio 2019 per un rilievo di incompatibilità sancito dall’Autorità anticorruzione, in quanto Federico era già titolare della gestione commissariale della Comunità montana Montagna dell’Aquila e di presidente del Consorzio forestale Campo Imperatore. Un potenziale conflitto di interesse che gli è costato il passo indietro, con successiva nomina di Lanfranco Massimi.
Decisiva nella partita, sia per Caruso che per Federico, sarà però la posizione del Comune di Avezzano, che detiene un corposo pacchetto di voti, e dove è sindaco il civico Gianni Di Pangrazio, che ha le mani libere e può decidere di optare per questo o quel candidato, a prescindere dai territori e dagli schieramenti.






