L”AQUILA – Una seduta fiume, quella del tavolo del centrosinistra, durata fino a tarda sera di ieri nella sede del partito democratico di via Paganica, ma il nome dell’auspicato candidato unico  alle elezioni comunali di maggio non è venuto fuori, e si è rimasti nell’alveo delle ipotesi, e ai ragionamenti sui massimi sistemi, con la decisione a questo punto definitiva rinviata a sabato prossimo.

A gongolare per ora  il sindaco Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, ricandidato del centrodestra, in campo da mesi e finora senza avversari.

A bloccare la soluzione unitaria, a parole da tutti auspicata, è che non hanno nessuna intenzione di fare un passo indietro in assenza di un nome prestigioso, vincente e dal potere aggregante, né la deputata del Partito Democratico, Stefania Pezzopane, né il consigliere regionale di Legnini Presidente Americo Di Benedetto, leader dei civici il Passo possibile, che conta in consiglio 5 seggi, già candidato nel 2017 e sconfitto al ballottaggio da Biondi.

Tenuto conto che in campo ci sono anche per  Movimento 5 stelle, Fabrizio Marinelli, giurista, avvocato e accademico aquilano il consigliere regionale di Legnini Presidente, e il capogruppo del Partito democratico in Comune dell’Aquila, Stefano Palumbo.

Il punto è dunque che questo papa, o papessa straniera, non viene fuori, mentre il tempo scorre inesorabilmente, e tra l’elettorato di centrosinistra aumenta la delusione e l’irritazione per la prolungata situazione di stallo, che ricorda a qualcuno quella vissuta  per l’elezione del capo dello Stato, senza però la possibilità, ha commentato  ironicamente un partecipante al tavolo, “di costringere un ottantenne a lavorare altri sette anni invece di andare in pensione, per coprire l’incapacità di prendere una decisione condivisa”.

E così in molti pronosticano che alla fine a correre saranno sia Pezzopane che Di Benedetto, per poi convergere eventualmente al ballottaggio, sempre che Biondi non riesca a vincere al primo turno. E potrebbe anche a quel punto scendere in campo anche Marinelli, e altri candidati a sinistra, polverizzando ancor di più lo schieramento.

Man mano in questi mesi hanno risposto picche ai pontieri del centrosinistra il rettore del Gran Sasso Science Institute Eugenio Coccia. Il primario di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore’ , e presidente regionale Anaoo, Alessandro Grimaldi, nei giorni scorsi all’Ansa  ha perentoriamente smentito di essere stato mai interessato alla partita elettorale, visto che impegnato come medico sul fronte della pandemia.

Da quanto si apprende prosegue invece la “corte” da settori del Partito democratico all’ex rettrice dell’Università dell’Aquila, Paola Inverardi.

Ieri al tavolo è stato fatto anche il nome della sindacalista della Cgil, Rita Innocenzi.

Il Passo Possibile ha ribadito con il delegato Fabrizio Ciccarelli, che  occorre una terza via, un candidato davvero civico e di spessore, per indurre a fare un passo indietro Di Benedetto, che, va ricordato, il 26 gennaio, in conferenza stampa a palazzo dell’Emiciclo, ha lanciato un perentorio ultimatum di una decina di giorni, dunque fino al 6 febbraio o giù di lì, di questo inequivocabile tenore: “O si giunge a un nome condiviso oppure mi candido. Se invece si troverà un nome unitario, mi farò da parte”. E neanche il nome seppure di spessore di Rita Innocenzi, sembra rispondere, dal punto di vista dei moderati e centristi di Passo Possibile, a questo identikit. Diverso lo scenario invece, almeno questo l’auspicio, in caso di candidatura di Inverardi.

Un punto fermo però almeno è stato fissato: non ci saranno le primarie, sia per ragioni di tempo sia di opportunità, visto che non vengono ritenute utili a trovare una quadra, ed anzi rischiano di spaccare ancor di più il centrosinistra.

Al vertice hanno partecipato tra gli altri,  Piero Di Stefano per il Pd, Paolo Romano, per Italia Viva, la deputata Gabriella di Girolamo per M5s, Enrico Perilli per Sinistra Italiana, Fabio Ranieri per Articolo 1, Alfonso D’Alfonso per Demos, Gianni Padovani per i socialisti, Lelio De Santis  per Italia dei valori, Annalucia Bonanni, Gianvito Pappalepore, Alessandro Tettamanti per Primavera aquilana.