L’AQUILA – “Vengo da una lunga esperienza come medico in ospedale, dove ho imparato che la vita è davvero il bene più prezioso che abbiamo. Ecco perché ho scelto di candidarmi: per contribuire a riportare la vita all’Aquila, la nostra meravigliosa città”.
È con questo spirito che Benita Capannolo, dirigente medico all’ospedale regionale aquilano “San Salvatore”, una vita passata con il camice bianco in uno dei reparti più difficili, quello di rianimazione, è scesa in campo come candidata consigliera a sostegno del candidato sindaco Americo Di Benedetto alle elezioni comunali dell’Aquila del 12 giugno.
Una scelta che, racconta Capannolo, “ho maturato negli ultimi cinque anni, dopo una prima proposta che Di Benedetto mi fece proprio in occasione delle ultime elezioni quando accettai di aiutarlo, ma senza espormi come ho fatto oggi”.
“Del resto – spiega la dottoressa Capannolo – non ho mai potuto fare politica attivamente, da persona che è sempre stata con il centro sinistra, perché ho dato sempre priorità assoluta al lavoro da medico ‘in prima linea’ e alla famiglia. Negli ultimi anni, invece, le cose sono cambiate, i figli sono cresciuti e il ruolo di dirigente medico nella prevenzione, mi ha dato la possibilità di fare esperienza dal punto di vista organizzativo in sanità pubblica. E quando Americo, persona straordinaria sia umanamente che professionalmente, uno capace di trovare sempre la soluzione giusta in mezzo al caos, mi ha chiesto di nuovo di dargli una mano, ho capito che era arrivata l’ora di farlo attivamente”.
“So che non è un periodo storico facile, anzi, direi che il periodo storico che viviamo è davvero molto, molto difficile, tra emergenze sanitarie, economiche e guerre alle porte di casa – continua Capannolo – ma forse proprio per questo non possiamo cedere a quello che può sembrare un destino ineluttabile. Prima di dichiarare default, abbiamo il dovere di provare ad invertire la rotta anche all’Aquila, che merita di riappropriarsi di ciò che il terremoto le ha tolto. Eravamo una città piena di vita, di studenti, di uffici pubblici, di attività commerciali, di sanità d’eccellenza, di cultura, ecco perché non possiamo affidarci soltanto a una qualche grande festa durante l’anno. L’Aquila, così come le frazioni, devono tornare a vivere bene tutti i giorni, non soltanto in occasione delle notti bianche”.
“Ho citato le frazioni perché vivo la realtà Arischiese, paese dove sono nata, so come sono messe, so il ‘vuoto’ che vivono da anni – prosegue –. E non è un caso che io faccia parte della lista L’Aquila e frazioni. Il nostro è un territorio bellissimo, dove si può vivere davvero bene, con le comunità di immigrati che si sono integrate molto bene, perché dobbiamo continuare a spopolarci, a impoverirci? Non dimentichiamo, inoltre, che troviamo a un passo da Roma, ma non siamo mai riusciti a diventare una ‘sorella’ della Capitale d’Italia. Insomma, va invertita la rotta, non abbiamo altra scelta”.
“Ai nostri figli – conclude la dottoressa Capannolo – dobbiamo lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo creato per loro. E dobbiamo cominciare dai luoghi come il nostro, che devono tornare a guardare al futuro senza che questo significhi emigrazione perché non c’è altra possibilità”. (red.)





