AVEZZANO – “Tanto rumore per nulla: coloro che dicevano che la Lega si sarebbe unita al Partito democratico sono stati smentiti dai fatti, e vano è risultato il loro tentativo di creare inutile caos…”.

Ufficializzata venerdì  la sua discesa in campo per le elezioni amministrative di Avezzano del 24 e 25 maggio, il capogruppo della Lega, il 56enne Antonio Del Boccio, capitano della Polizia Provinciale dell’Aquila, parte subito all’attacco, con bersaglio gli esponenti di Fdi, Fi e Noi Moderati in appoggio all’ex questore Alessio Cesareo che per mesi hanno accusato la Lega di appoggiare il sindaco uscente civico Gianni Di Pangrazio, in “scandalosa” compagnia del Partito democratico.

E invece sempre venerdì è arrivata la nota dei dem, che con una decisa virata rispetto a quelli che erano gli intendimenti del senatore Michele Fina, ovvero appoggiare “mascherandosi” dietro una civica Di Pangrazio, hanno ufficializzato piuttosto l’appoggio al candidato Roberto Verdecchia, ex assessore comunale, nel Patto per Avezzano, assieme Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva, Rifondazione Comunista e Demos.

Aggiunge Del Boccio, “in tutto questo tempo siamo rimasti in silenzio, in attesa che gli eventi si concretizzassero. Ed è quello che ora è avvenuto: il Pd starà con il candidato di sinistra, la Lega appoggerà il sindaco Di Pangrazio, con coerenza, visto che facevamo parte della sua maggioranza, a differenza del Pd”.  Il tempo è galantuomo, sottintende insomma il leader marsicano della Lega.

A lanciare strali contro il “patto scellerato”, era stato in particolare il capogruppo di Fdi in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, “gli avezzanesi devono sapere che votare Di Pangrazio significa votare a Sinistra e quindi al Pd. La Lega fa finta di non sapere o cosa?”, solo uno dei suoi strali.

Durissimo era stato anche Tiziano Genovesi, consigliere comunale uscente di Forza Italia, che nel 2020 con la Lega era stato candidato sindaco del centrodestra, ironizzando prima del referendum: “Di Pangrazio è forse l’unico sindaco in Italia che non ha detto cosa voterà, Sì oppure No. E questo perché, da buon equilibrista quale è, non può andare contro la Lega, che è per il Sì, ma nemmeno contro il Pd, che è per il No, forse, chissà, voterà Nì…”.

Per la Lega e Del Boccio senz’altro il ripensamento del Pd è una buona notizia, perché anche per loro sarebbe stato motivo di imbarazzo la coesistenza nella coalizione e poi eventualmente nel prossimo governo cittadino.

In consiglio comunale di Avezzano dal 2020, candidato sindaco civico, Del Boccio è poi entrato in maggioranza e due anni fa ha aderito alla Lega, con la quale si è candidato alle elezioni regionale del marzo 2024, risultando primo dei non eletti nel collegio provinciale dell’Aquila con 2.267 voti.

In Giunta con di Pangrazio c’è poi Cinzia Basilico, assessore con deleghe alla Sicurezza urbana, Polizia locale, Personale, Cimiteri, Benessere Animali e Politiche agricole. La scelta della Lega ad Avezzano di smarcarsi dal resto del centrodestra, ovvero da Fdi, Fi e Noi moderati è del resto maturata dal voler dare continuità con un “atto di coerenza”  all’azione amministrativa nella maggioranza del sindaco Di Pangrazio, portata avanti in primis da Del Boccio e Basilico.

“Sarebbe stato un tradimento abbandonare un’amministrazione con cui si è condiviso e collaborato molto – ribadisce Del Boccio -. Nella coalizione guidata dal sindaco di Pangrazio, la Lega si pone come punto d’incontro e di unione tra le istituzioni regionali e nazionali. Basti pensare che oggi la Lega annovera tra le sue fila il vicepresidente della Regione, consiglieri regionali, ministri, sottosegretari, figure chiave dell’amministrazione statale, punti di riferimento fondamentali per dialogare e individuare opportunità comuni”.