AVEZZANO – Una campagna elettorale sempre più accesa ad Avezzano dove oggi è andato in scena ancora uno scontro tra la coalizione di centrodestra, guidata dall’ex questore Alessio Cesareo, e quella del sindaco uscente civico Gianni Di Pangrazio.

“Di fronte a una amministrazione uscente ormai in evidente calo di consensi, assistiamo nelle ultime settimane a un continuo ricorso alla propaganda nel tentativo di nascondere il fallimento di quindici anni di gestione targata Giovanni Di Pangrazio”, ha scritto in una nota il centrodestra formato da Fratelli d’Italia, da Forza Italia, da Noi Moderati, e dalla civica Città Sicura.

Non si è fatta attendere la replica della squadra di Di Pangrazio – sostenuto da 10 liste sette civiche e tre politiche, ovvero quelle della Lega, dell’Udc e Azione politica – in una nota a firma dell’assessore Pierluigi Di Stefano e del consigliere Gianluca Presutti: “C’è un momento, in politica, in cui un comunicato stampa smette di essere uno strumento di comunicazione e diventa una seduta collettiva di autoipnosi. Ed è esattamente ciò che traspare dalla nota diffusa dalla coalizione del dott. Alessio Cesareo: più che convincere i cittadini, sembra scritta per convincere sé stessi”.

 

CDX: “DI PANGRAZIO SEMPRE PIÙ IN CALO DI CONSENSI SI AGGRAPPA ALLA PROPAGANDA”

Di seguito la nota completa del centrodestra.

“La coalizione di centrodestra che sostiene la candidatura di Alessio Cesareo ringrazia tutti i cittadini che, ogni giorno, stanno dimostrando attenzione, partecipazione e crescente consenso verso un progetto serio di cambiamento per la città di Avezzano.

Di fronte a una amministrazione uscente ormai in evidente calo di consensi, assistiamo nelle ultime settimane a un continuo ricorso alla propaganda nel tentativo di nascondere il fallimento di quindici anni di gestione targata Giovanni Di Pangrazio.

La presentazione delle liste presso il Castello Orsini, anziché rappresentare un punto di forza, ha mostrato tutta la debolezza di una coalizione costruita più sull’apparenza che sulla partecipazione reale. Un luogo che contiene circa 250 posti è stato riempito quasi esclusivamente dai 240 candidati delle liste collegate al sindaco uscente: un dato che dimostra chiaramente quanto poco entusiasmo autentico ci sia attorno a questo progetto politico ormai logoro.

Le prove muscolari e le messe in scena mediatiche non possono cancellare la realtà vissuta quotidianamente dagli avezzanesi. Dopo quindici anni di amministrazione, la città appare ferma, isolata politicamente e incapace di cogliere vere opportunità di sviluppo. In questo ultimo scorcio di consiliatura abbiamo assistito soprattutto a operazioni di facciata e annunci propagandistici, utili soltanto a gettare fumo negli occhi dei cittadini, che certamente non hanno “l’anello al naso”.

Emblematico è il caso della cosiddetta “Via delle Stelle”: appena 300 metri di intervento e poco più di 5 chilometri di pista ciclabile presentati come opere straordinarie, mentre gran parte della città continua a convivere con strade dissestate, marciapiedi indecenti e quartieri lasciati nell’abbandono. Se una strada viene chiamata “Via delle Stelle”, troppe altre vie di Avezzano rischiano purtroppo di restare “vie delle stalle”.

Il centrodestra, unito e compatto al fianco di Alessio Cesareo, continua invece a crescere nei consensi perché propone un cambiamento reale, concreto e credibile. Un progetto amministrativo fondato sull’ascolto, sulla competenza e sulla volontà di restituire ad Avezzano dignità, decoro e prospettive di sviluppo. La città merita molto di più della propaganda: merita futuro, serietà e buon governo”.

 

LA REPLICA: “AUTOIPNOSI, SI RIPETONO CHE MURO NON C’È CONVINTI CHE L’URTO NON FARÀ MALE”

Di seguito la nota completa firmata da Pierluigi Di Stefano e Gianluca Presutti.

“C’è un momento, in politica, in cui un comunicato stampa smette di essere uno strumento di comunicazione e diventa una seduta collettiva di autoipnosi. Ed è esattamente ciò che traspare dalla nota diffusa dalla coalizione del dott. Alessio Cesareo: più che convincere i cittadini, sembra scritta per convincere sé stessi.

Non a caso, non è neppure firmata ma buttata lì senza troppa convinzione.

Presi dalla disperazione per tutto quello che sentono e vedono, provano a convincersi di una realtà parallela.

“Cesareo cresce”, “il centrodestra cresce”. Ripetuto una, due, tre volte. È il classico meccanismo psicologico della ripetizione autosuggestiva: se continui a dire una cosa abbastanza a lungo, magari finisci per crederci davvero.

Solo che se ti ripeti tre volte che il muro (quello dell’opinion pubblica) non c’è, non è che fa meno male, quando ti schianti.

Perché la realtà, purtroppo per loro, è che il Castello Orsini era pieno di entusiasmo vero. E si vedeva. Si percepiva. Altro che “240 candidati e basta”. È la tipica reazione di chi, davanti a un evento riuscito dell’avversario, tenta disperatamente di sminuirlo perché sa che quell’immagine rischia di fare male. Molto male.

Del resto, è difficile parlare di “coalizione compatta” quando due liste su quattro sono già in fibrillazione permanente e sono state assemblate all’ultimo minuto come mobili senza istruzioni e il candidato appare sempre più come uno che sta lentamente realizzando la portata della “sòla” politica che gli è stata confezionata attorno.

E allora parte il riflesso condizionato: negare l’evidenza. Ridimensionare. Minimizzare. Autoconvincersi.

In psicologia esiste persino una definizione elegante per questi casi: dissonanza cognitiva. Succede quando la realtà è troppo distante da ciò che si vorrebbe credere, e allora la mente costruisce una versione alternativa più rassicurante. Tradotto in politica locale: “loro erano tanti, ma in realtà non erano tanti”.

Una scena quasi tenera, se non fosse che nel frattempo cercano pure di impartire lezioni di credibilità agli altri.

Comunque, ognuno è libero di decidere che il muro non c’è!”.