L’AQUILA – “La prevenzione non parte solo da chi opera nel settore, quindi le istituzioni e le forze di polizia, la manutenzione delle strade è fondamentale, perché se le strade si trovano in cattivo stato, automobilisti e pedoni rischiano la vita, e L’Aquila ne è un esempio, tanti guardrail non sono a norma, in tanti punti della città le strisce pedonali sono spesso cancellate dall’usura del tempo, e sia l’Anas che il Comune, sembrano ciechi e sordi davanti ai dati di fatto e alle lamentele dei cittadini”.
Erina Panepucci ha vinto una battaglia, ma continua la sua guerra dopo che un incidente stradale le ha portato via il figlio 23enne, Giuseppe Magnifico, travolto da una vettura a folle velocità sul rettilineo di Sassa, all’Aquila. Un “missile” che nell’ottobre 2005 ha spento il sorriso di Giuseppe e ha reso Daniele, l’amico che guidava, un disabile al 100 per cento.
Erina si è battuta per anni affinché lo Stato riconoscesse il reato di omicidio stradale, e non era sola, insieme a tante altre mamme e all’associazione Avisl onlus di cui è vice presidente nazionale, guidata dall’avvocato Domenico Musicco, da sempre dalla parte dei familiari delle vittime della strada.
Un’altra piccola vittoria per Erina e per tutti coloro che piangono i loro cari a causa non solo dell’automobilista imprudente ma anche per le condizioni spesso disastrose delle strade: con la legge che introduce il reato di omicidio stradale e con la circolare di coordinamento con il Codice stradale emessa di recente dal ministero dell’Interno, le responsabilità strutturali hanno padri e madri in carne e ossa, un tempo difficili da contestare e soprattutto da sanzionare perché non c’erano i presupposti legali per farlo e ora invece sono punibili.
Le norme del Codice della strada disciplinano infatti anche comportamenti posti a tutela della sicurezza stradale relativi alla manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli. Il riferimento della circolare ministeriale è all’articolo 14 del Codice della strada, quello che individua “poteri e compiti degli enti proprietari delle strade”.
A Preturo, intanto, non c’è ancora una soluzione al problema della segnaletica orizzontale sulla strada che collega a Coppito. “Sono state fatte negli anni una serie di raccolte firme ma tutto tace – dice Erina – l’anno scorso mio padre è stato investito da un automobilista che dice di non averlo visto mentre attraversava sulle strisce pedonali praticamente inesistenti, quella è una strada difficile, nera, protagonista di 3 incidenti mortali negli ultimi anni”.
“Papà è vivo per miracolo, era un uomo ancora in forze, guidava la macchina in piena autonomia, aveva il rinnovo valido fino al 2018, oggi è un disabile, dopo circa 8 mesi di ricovero in lungodegenza”, racconta.
“Fino all’anno scorso – continua Erina – si procedeva per querela di parte, cosa che non è stata fatta, eravamo tutti molto preoccupati per papà e abbiamo lasciato correre, fortunatamente adesso le cose sono cambiate, se fosse stato investito oggi, l’automobilsita che lo ha travolto sarebbe stato chiamato d’ufficio a rispondere di lesioni gravi, papà non avrà giustizia, ma almeno posso ben sperare per i malcapitati in futuro”.
Per quanto riguarda questi oneri di manutenzione, Erina e gli abitanti di Preturo combattono da tempo affinché la Provincia intervenga sulla sicurezza delle strade di propria competenza. L’Ente però ha dichiarato di non avere fondi sufficienti, rimbalzando la palla al Comune dell’Aquila, che ora dovrebbe intervenire con la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati che serviranno a limitare la velocità delle vetture.
“Qualora non si dovesse smuovere qualcosa – conclude Erina – tutta la comunità di Preturo si mobiliterà con un presidio bloccando la strada che da via Amiternina collega con la Coppito-Preturo, supportati e coadiuvati dall’Avisl, anche perché la Provincia ci ha detto che non ci sono fondi, invece abbiamo saputo che sono stati stanziati 227 mila euro per rifare le strade in vista del passaggio del Giro d’Italia”.
“Siamo contenti che passeranno da L’Aquila, ma è importante anche la sicurezza dei nostri cittadini, non solo quella dei ciclisti in gara”, aggiunge.
“Per un decennio l’Anas – ha detto in una nota Lino Setola, presidente della sicurezza stradale di Finco, la Federazione di imprese di costruzione di opere specialistiche – ha inseguito il miraggio delle grandi opere con risultati non solo modesti, ma negativi perché questa scelta ha di fatto comportato non solo che le grandi opere non sono state realizzate, ma ha sottratto risorse importanti periodicamente destinate in passato alla manutenzione delle strade statali”.
“È un bene per gli automobilisti e i cittadini e anche per le imprese che la nuova gestione del presidente e amministratore Gianni Armani abbia deciso di imboccare un’altra direzione già prima che fosse introdotta la legge sull’omicidio stradale, apprezziamo la scelta di Armani di non concentrare tutta l’attenzione sui general contractor e le grandi opere e di avviare un programma di manutenzione stradale fino al 2019”.






