PESCARA – Nonostante in tutta Italia si registrino passi indietro da parte di esponenti politici passati a Futuro Nazionale negli ultimi mesi e nonostante il calo nei sondaggi, dato ora sotto il 6% ma fino a qualche settimana fa molto positivi, in Abruzzo si torna a parlare di campagna acquisti del nuovo partito dell’ex generale in pensione ed eurodeputato eletto con la Lega, il 58enne Roberto Vannacci.
E ad alto livello: una delle ipotesi, per ora, a dire la verità più una suggestione, ma di cui si parla insistentemente, sarebbe quella di portare in Fn niente meno che il 51enne presidente del Consiglio regionale abruzzese, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, decano dell’Emiciclo con ben quattro legislature alle spalle. Certo, l’ipotesi è alquanto azzardata, visto che provocherebbe un terremoto anche in Regione, senza contare che Sospiri è molto legato al sindaco di Pescara Carlo Masci, anche lui di Fi, con all’orizzonte le elezioni tra due anni per la grande città metropolitana.
Ma c’è anche chi sostiene che, con Vannacci, Sospiri candidato come capolista avrebbe finalmente una ragionevole certezza di essere eletto in Parlamento, cosa che oggi non gli offre Forza Italia.
Del resto, il responsabile regionale, il 45enne Tony Di Gianvittorio, sindaco di Notaresco, in provincia di Teramo, ed ex consigliere regionale della Lega, sulle colonne del quotidiano Il Centro ha avuto parole al miele nei confronti del nipote del parlamentare e sottosegretario del Movimento Sociale Italiano e poi di Alleanza Nazionale Nino Sospiri. Alla domanda “Se potesse scegliere un politico abruzzese da portare nel partito, chi sarebbe?”, ha risposto con sicurezza: “Qui vinciamo facile: Lorenzo Sospiri, ovvio. Ci conosciamo da tanti anni, ma soprattutto è una persona straordinaria. È sempre stato il traino che fa da motore alla Regione Abruzzo”.
E i rumors, più che per le dichiarazioni di Di Gianvittorio, sono ripartiti soprattutto per le ultime vicende in casa Forza Italia, che hanno coinvolto i big della politica regionale e non solo.
Sospiri, non è un mistero, vive da anni una situazione di disagio all’interno del suo partito, per non essere stato adeguatamente valorizzato, a dispetto della sua esperienza – ben due volte presidente del consiglio regionale – e del consenso elettorale che gode.
A bruciare è, da ultimo, la mancata nomina a segretario regionale nel giugno scorso, oltre alle occasioni perse per ottenere un’elezione in Parlamento, dopo tanti anni di attività in Consiglio regionale.
Gli obiettivi mancati hanno fatto incrociare il destino di uno degli uomini forti della politica abruzzese con quello del padre padrone degli azzurri, il coordinatore regionale, il 69enne Nazario Pagano, deputato e presidente della Commissione Affari costituzionali, pescarese come Sospiri e tra i principali artefici della riforma elettorale.
Pagano è stato confermato a giugno in un congresso unitario, dopo un lungo braccio di ferro con il gruppo di Sospiri, che ambiva, dopo 14 anni di gestione Pagano, a un cambio della guardia, anche anagrafica, ma ha dovuto cedere di fronte al diktat arrivato dal partito nazionale. Eppure, se il congresso fosse stato contendibile, attraverso il voto degli iscritti e non con un candidato unico, Sospiri avrebbe prevalso, avendo dalla sua la stragrande maggioranza delle tessere e dei voti. Sospiri non aveva poi certo dimenticato che, prima delle elezioni politiche del 2022, si era accordato con Pagano per una staffetta alla segreteria regionale, in cambio del via libera alla candidatura di quest’ultimo. Ma, dopo essere stato eletto, il deputato non ha mantenuto la parola.
Un dualismo, del resto, che ha dato vita a due grandi correnti, in contrapposizione da anni.
La nuova puntata dell’eterna lite si sta consumando proprio in queste settimane, in vista delle elezioni politiche del 2027, un treno che Sospiri questa volta non vuole perdere, dopo aver mancato di poco l’elezione nell’autunno del 2022, quando era candidato al Senato. In quell’occasione, Forza Italia ha eletto soltanto Pagano alla Camera, con il partito che aveva ottenuto il 12,1%.
È però uno scenario che potrebbe ripetersi anche al prossimo giro, visto che il posto sicuro per Forza Italia, che oggi è data in Abruzzo intorno all’11%, in Italia al 7,2% sarà ancora una volta quello prenotato da Pagano, come capolista alla Camera e inserito anche nel listino nazionale, che scatta se la coalizione supera il 42%.
Sospiri sarà della partita, ma come capolista al Senato, dove per l’Abruzzo, come per tutti i partiti e i candidati, ci sono meno posti a disposizione: con 4 posti a disposizione per tutti i partiti in corsa, sondaggi alla mano, Forza Italia al Senato rischia concretamente di non eleggere nessuno.
A candidarsi invece al proporzionale alla Camera, per la quale ci sono per l’Abruzzo 8 posti in tutto, il doppio del senato, è il 45enne aquilano Roberto Santangelo, assessore regionale al Sociale e alla Cultura e presidente del Consiglio comunale del capoluogo d’Abruzzo, entrato nel partito solo nell’estate del 2023. Lo stesso Pagano, in occasione dell’evento elettorale dell’Aquila, organizzato dallo stesso Santangelo nella sala Baiocco il 10 ottobre scorso, in vista delle amministrative della prossima primavera ha indicato in Santangelo un candidato di punta. Certo, l’assessore dovrà conquistarsi voti in competizione con altri cinque candidati, voto per voto, casa per casa, in tutto l’Abruzzo, ma la possibilità di strappare un altro seggio è più concreto, perchè se il centrodestra supera il 42% Pagano sarà eletto con il listino nazionale, ed entrerà con lui anche il più votato nell’arena del proporzionale.
Non a caso, Sospiri vorrebbe dunque correre alla Camera e non al Senato, mettendo sul tavolo la sua espoerienza e “anzianità” nel partito, rimettendo però in discussione l’accordo di giugno, raggiunto in occasione del congresso regionale e precedente all’introduzione della nuova legge elettorale: lui capolista al Senato, Pagano capolista alla Camera, Santangelo al proporzionale alla Camera. Ovviamente, Santangelo non ci pensa nemmeno ora a cedergli il posto nella lista per la Camera, tanto che tra i due, che pure appartengono alla stessa corrente, ci sarebbe stata una violenta lite a margine di un evento del Festival dannunziano a Pescara.
Ed ecco dunque che, alla luce dell’affaire candidature alle politiche del prossimo anno, è tornata di attualità l’ipotesi di un “avvicinamento” tra Sospiri e Futuro Nazionale. Questo anche in considerazione del fatto che il presidente del Consiglio regionale porterebbe in dote un consistente pacchetto di voti personali, oltre 8.800 alle ultime elezioni regionali del 2024, e potrebbe contribuire a un’ottima affermazione del partito di Vannacci, al suo esordio alle Politiche, e che non può vantare in Abruzzo altri esponenti con un numero di preferenze paragonabile.
Per Sospiri, considerato il ruolo da comprimario che Forza Italia gli starebbe attribuendo e la presenza di tanti altri competitor interni pronti a scendere in campo, la possibilità di essere eletto con Fn, beninteso da capolista, sarebbe molto più concreta.





