PESCARA – Si sono concluse la mattina del 30 gennaio scorso le verifiche alla Curia di Pescara da parte del visitatore apostolico, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo metropolita di Gorizia.

L’alto prelato, presidente della Caritas italiana, come riportato nei giorni scorsi dall’Ansa, è stato inviato in Abruzzo da Papa Francesco per verificare alcune attività curiali, secondo quanto si è appreso, anche a seguito delle polemiche che nei mesi scorsi hanno travolto la Curia pescarese, in particolare in merito alla gestione della Fondazione Paolo VI, di cui è presidente l’arcivescovo metropolita del capoluogo adriatico, Tommaso Valentinetti.

Valentinetti, in una nota pubblicata sull’agenzia Sir (Servizio informazione religiosa), ha rotto il silenzio precisando che la serie di incontri e di appuntamenti in diocesi e nella Fondazione sono stati “un’occasione di ascolto e di confronto per verificare e vigilare sul cammino della nostra chiesa, un’occasione per fare finalmente chiarezza su alcune attività della diocesi e soprattutto sulla situazione della Fondazione Paolo VI”.

“Riguardo la visita era stata richiesta la massima riservatezza per favorire la serenità del confronto e delle valutazioni. Per questo – continua Valentinetti – non abbiamo dato comunicazione pubblica. C’è stata e continua ad esserci da parte mia e dei miei collaboratori tutta la disponibilità e la fiducia per aiutare monsignor Redaelli nel suo lavoro di analisi”.

Il visitatore apostolico, che consegnerà il report alla Curia romana per le opportune valutazioni ed eventuali provvedimenti, ha incontrato i vertici della Curia, in testa proprio l’arcivescovo Valentinetti, che già era stato ricevuto in udienza da Papa Francesco in Vaticano il 3 gennaio scorso. A tal proposito, l’Ufficio per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi precisa che “sia l’udienza di monsignor Valentinetti con Papa Francesco, che la visita del 31 gennaio scorso del cardinale Gualtiero Bassetti alla Conferenza episcopale abruzzese-molisana erano programmate da tempo e non avevano nessuna relazione con la visita apostolica”.