L’AQUILA – Dopo le voci su una possibile defezione, è confermata la visita all’Aquila del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Secondo alcune fonti, il primo ministro non sarebbe più venuto nel capoluogo, impegnato nella visita alle zone alluvionate del Nord Italia, ma la presenza del premier è stata confermata nella serata di ieri.

Secondo il programma, Berlusconi arriverà oggi pomeriggio alla scuola sottufficiali della Guardia di Finanza di Coppito per la cerimonia di consegna della onorificenze alle strutture della Protezione civile impegnate nell’emergenza terremoto in Abruzzo.

In precedenza, accompagnato dal ministro delle riforme, Umberto Bossi, dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dal capo dipartimento uscente della Protezione civile, Guido Bertolaso, Berlusconi visiterà le zone alluvionate del Veneto.

A partire dalle 9 il premier sarà nel Veronese, dove la principale cittadina finita sott’acqua è quella di Soave, quindi a Vicenza, infine nel Padovano, dove sorvolerà il Comune di Bovolenta e gli altri paesi che, in parte, hanno ancora l’acqua nelle case e nelle fabbriche.

La ricognizione di Berlusconi si concluderà nella tarda mattinata, a quel punto l’elicotterò lo porterà nel capoluogo.

I SINDACATI DI POLIZIA: ”PROTESTEREMO CONTRO IL PREMIER”

I COMITATI: ”BERLUSCONI SCIACALLO, RIFIUTIAMO LA VISITA”

L’AQUILA – “Berlusconi non si fa vedere all’Aquila da gennaio, nonostante mesi di mobilitazione, manifestazioni all’Aquila e a Roma, manganellate, eccetera, e ora torna quando la ricostruzione è ferma, stiamo ripagando tasse e mutui, dovremo ripagarci anche le case “E” mettendoci i soldi di tasca nostra, non c’è una legge né una certezza per l’economia e il lavoro”.

L’accusa arriva dal comitato 3e32 dei cittadini aquilani che se la prende con Silvio Berlusconi per la sua nuova visita all’Aquila dopo quella a fine gennaio.

“Torna – aggiungono – e che fa? Ascolta la gente e i problemi? Si reca in città? No. Si barrica, insieme a Chiodi e Bertolaso, nel Dicomac, nella cittadella militarizzata della Guardia di Finanza, un posto blindato come una moderna Bastiglia, dove è vietato manifestare”.

“Che cosa viene a fare, ancora promesse? – rincarano la dose – Come ha fatto fin dai funerali delle vittime, salvo poi andarsi a far passare la tristezza a Casoria? A ripulirsi l’immagine, tentando ancora una volta di accreditare il miracolo aquilano? Dopo 19 mesi di inganni nessuno è più disposto a credere alle promesse”.

Il comitato invita il premier a tornare solo “quando avremo visto i fatti: proroga della restituzione delle tasse, legge sulla ricostruzione, sostegno all’economia. L’Aquila rifiuta gli sciacalli”.