L’AQUILA – Nella vicenda, meglio dire tragedia, del coronavirus un ruolo fondamentale lo stanno giocando l’informazione e la comunicazione.
Anche in questo senso in Abruzzo, tra le istituzioni coinvolte e da settimane in prima linea e senza mai risparmiarsi, si registrano strategie e comportamenti non omogenei e lo stesso efficaci: in particolare, nella classifica delle quattro Asl provinciali, puntuale è l’azienda di Chieti, maglia nera L’Aquila, la Asl del capoluogo di regione.
Dopo alcuni giorni di iniziale incertezza, gli aspetti epidemiologici sono stati accentrati presso il servizio Tutela e Prevenzione della Regione.
È lì che affluiscono i dati delle singole Asl, rispetto ai tamponi da eseguire, ed è lì che arrivano i dati del laboratorio analisi di Pescara, il centro regionale di riferimento per diagnosticare i casi di coronavirus.
Un modo, questo, per uniformare il flusso e garantire una informazione lineare che arriva con comunicati precisi, anche più al giorno.
Una prassi voluta dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, anche personalmente disponibile con gli operatori della informazione.
Le singole Asl, poi, hanno fatto scelto diverse. Brilla particolarmente l’Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, diretta dal manager, Thomas Schael, che da giorni fornisce bollettini puntuali della propria situazione – con tanto di aggiornamenti sulle condizioni dei pazienti e sui ricoveri -; non solo, l’Asl teatina è pure autrice del post “anti-bufale” e contro la fake news che ha fatto breccia nell’opinione pubblica; bene l’Asl di Teramo, guidata dal dg facente funzione, Maurizio Di Giosia, che segue la linea dell’aggiornamento, quasi costante, e della trasparenza con lo stesso strumento, il bollettino.
Male, invece, le altre due Asl, di Pescara e di Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
Se la prima, guidata dal manager facente funzione, Antonio Caponetti, ha una pagina Facebook in cui, almeno, inserisce alcuni contenuti utili a carattere informativo, l’azienda aquilana, a capo della quale c’è Roberto Testa, ha deciso di non comunicare nulla di nulla, né i consigli da seguire né l’aggiornamento sulla casistica interna.
E questo ha prodotto, fin dall’inizio dell’emergenza, nonostante gli sforzi degli operatori della informazione irriducibili nel pressare le fonti per avere elementi ufficiali, notizie distorte, confuse, difficilmente verificabili che non hanno fatto altro che alimentare la tensione e la preoccupazione.
Atteggiamento assai discutibile che, tra le altre cose, non rende giustizia allo straordinario impegno profuso da tutti i dipendenti, dal primo all’ultimo, soprattutto in un momento in cui la trasparenza e la correttezza dell’informazione sono aspetti cruciali per orientare i comportamenti sociali in una epidemia che in Italia continua a far registrare numeri molto allarmanti e provocare paura e panico.
Da fonti vicine ai vertici dell’azienda provinciale aquilana emerge che gli stessi motivano il silenzio con la necessità di rispettare la organizzazione che assegna il compito di comunicare alla Protezione civile regionale.Dalla quale, è noto a tutti, non è mai arrivata una nota. (b.s.)





