L’AQUILA – L’auspicio, sussurrato anche da che in questi giorni sta combattendo una battaglia in primissima linea, e che questa tendenza possa consolidarsi e, perché no, rappresentare l’inizio dell’attesissimo declino.
Per il secondo giorno consecutivo all’Aquila non si sono registrati casi positivi e, più in generale, nonostante il flusso di pazienti in ospedale si mantenga costante, al momento non ci sono situazioni che destano particolare preoccupazione.
Ovviamente servirà ancora del tempo per capire se questo stato di cose può essere considerato strutturale o, viceversa, solo un fatto contingente. Ci sono, però, anche alcuni dati che sono in grado di rassicurare in maniera piuttosto oggettiva.
Tra questi i 200 tamponi risultati negativi effettuati su personale sanitario alla luce di alcuni casi che si erano registrati nei giorni scorsi, in rapida successione, legati all’attività ospedaliera. Il totale dei contagiati in città, dunque, resta fermo a quota venti. Nelle ultime ore, anche alla luce della nuova disponibilità dell’hotel Cristallo, alcuni pazienti clinicamente guariti ma ancora positivi al tampone sono stati trasferiti liberando il posto ad altri che erano in attesa, soprattutto dalla Marsica.
E qui infatti che si registrano i problemi maggiori dovuti in particolare nelle ultime ore ai molteplici contagi registrati tra famiglie di origine rom.
A Sulmona, invece, è sotto stretta osservazione l’evoluzione della vicenda che riguarda la clinica San Raffaele, dove si sono verificate alcune positività.
Nonostante una situazione che al momento appare piuttosto sotto controllo, il management dell’azienda sanitaria locale è impegnato nelle attività di potenziamento reperimento di nuovi posti letto, come se l’emergenza dovesse ancora toccare il suo apice. In questo senso si è tenuta una nuova riunione nella quale è stato affrontato in particolare il tema del personale.
Oggi la vera emergenza, infatti, è quella di reperire figure qualificate che possano operare all’interno di reparti cruciali, al cospetto di pazienti critici. Figure che cominciano a scarseggiare e sulle quali sarà attivata una mirata opera di reperimento. Si comincia a vedere anche qualche certificato di malattia, come del resto già accaduto in altre Asl, anche regionali. Così come qualche precario abbandona anzitempo il posto.
Tutti segnali che hanno suggerito ai vertici Asl di operare una stretta.
Nel frattempo è in atto una riorganizzazione interna con la quale verranno comprese alcune attività e trasferite alcune figure professionali per contrastare la eventuale picco.
L’obiettivo è arrivare ad avere almeno 200 posti dedicati esclusivamente ai pazienti affetti da coronavirus: una quarantina nella struttura del G8, già riconvertita per i casi più gravi; altri 80 tra gli edifici L1 ed L5 dell’ospedale San Salvatore, attraverso la riorganizzazione di servizi interni; ulteriori 100 con i lavori di recupero del Delta medico, il famigerato padiglione 7 rimasto inutilizzato sin dal post terremoto 2009.





