L’AQUILA – Nel 2019 nei 13 centri antiviolenza presenti sul territorio regionale sono arrivate 3.190 segnalazioni e di queste 500 sono diventate denunce per violenze, fisiche e psicologiche, contro le donne. 

Questi i dati emersi nel corso della manifestazione, organizzata dalla Onlus Antonio Padovani, sul tema “Donne, successo, violenza. I pregiudizi da sconfiggere”.

Nel corso dell’evento, andato in scena nella suggestiva cornice di Casale Signorini, nel capoluogo abruzzese, è stato assegnato il Premio Donna 2020, giunto alla seconda edizione.

Ad essere premiate, davanti a un’ampia platea, sistemata nel rispetto delle vigenti norme anti-covid, sono state il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, il Pubblico ministero della Procura dell’Aquila, Roberta D’Avolio, e la scienziata del Gssi, Marica Branchesi.

Alla serata, in cui è stato presentato anche il libro “Storie di donne” delle autrici Monica Pelliccione, Maria Elena Rotilio e Tiziana Iemmolo, (edizioni onlus Antonio Padovani) hanno preso parte parte, oltre alle premiate, il presidente della Onlus, Gianni Padovani, la psicologa e criminologa, Susanna Loriga e autorità civili e militari.

A moderare l’incontro la giornalista e scrittrice, Monica Pelliccione.

Tra i presenti anche il procuratore dell’Aquila Michele Renzo, il presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, il direttore generale della Asl L’Aquila-Avezzano-Sulmona, Roberto Testa, l’ex dg della Asl1 Rinaldo Tordera, il rettore del Gssi, Eugenio Coccia, il capo Dipartimento della salute mentale dell’Aquila, Alessandro Rossi, l’assessore al Comune dell’Aquila Maria Luisa Ianni, presidente provinciale dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi), il consigliere regionale Americo Di Benedetto, l’ex assessore comunale Maurizio Capri, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati presso il tribunale dell’Aquila, il noto imprenditore Ettore Barattelli, ex presidente dell’assiciazione nazionale costruttori edili (Ance) dell’Aquila.

Tra gli altri anche i Pm Stefano Gallo e Fabio Picuti, il vice presidente dell’Ance della provincia dell’Aquila, Roberta Palermini, il vice presidente di Confindustria del capoluogo, Antonio Angelini, gli avvocati, Stefano Di Salvatore, Stefania Pastore, Gianluca Museo, il vice capo di filiale della Banca d’Italia Massimo Calvisi.

“Il premio Donna 2020 assume quest’anno una particolare rilevanza – ha dichiara Padovani – per il momento che stiamo vivendo, a causa della pandemia, e per il ruolo primario che, ancora una volta, le donne dimostrano di avere nel contesto sociale assolvendo alle funzioni di madri, mogli e lavoratrici con grande professionalità e dedizione. Il premio Donna e il libro Storie di donne, edito lo scorso anno, nascono nel ricordo di mio padre, politico e uomo di altri tempi, che si è sempre schierato al fianco di donne, in nome del rispetto, dell’uguaglianza dei diritti, del lavoro garantito, dell’amore e della libertà e contro ogni forma di violenza fisica e psicologica”.

“Abbiamo voluto a questo tavolo tre personalità femminili che appartengono al mondo della legalità, della giustizia e della scienza e che interpretano la forza di volontà delle donne, che possono raggiungere l’apice del successo e sentirsi libere di esprimere se stesse”, ha spiegato Padovani.

In particolare: Il prefetto sin dal suo insediamento ha mostrato una grande sensibilità e vicinanza al territorio, il Pm D’avolio è molto conosciuta proprio per il suo impegno per le donne vittime di violenza fisica e psichica in ambito familiare e lavorativo, infine, l’astrofisica Branchesi, definita dalla stampa internazionale “la donna delle onde”, proprio in virtù delle sue scoperte e del suo impegno scientifico, “fiore all’occhiello del Gssi e dell’intera città” soprattutto per i suoi studi sulle onde gravitazionali. 

La psicologa e crimonologa Susanna Loriga ha spiegato come riconoscere un manipolatore: “Quando parliamo di denuncia è già troppo tardi – ha sottolineato – Esistono dei segnali premonitori anche se a volte sono molto difficili da individuare. Spesso il manipolatore si nasconde dietro attenzioni esagerate e cercare di intervenire in ogni situazione”.

Esistono, infatti, delle “frasi tipiche” che chi arriva a compiere violenza utilizza: “Io so quello che vuoi, so ciò di cui hai bisogno”, “Hai bisogno di me”, “Quando stai male sono io che ti raccolgo”.

La psicologa ha chiesto anche ai genitori e agli insegnanti di fare attenzione ad alcuni atteggiamenti delle proprie figlie: “Se non vogliono andare ad una gita scolastica, ad esempio, molto probabilmente è perché il fidanzato non vuole; poi bisogna fare molta attenzione anche a un cambio di look improvviso: Frasi come ‘mi sento meglio struccata’, ‘in tuta sono più comoda’, possono nascondere molto altro”.

“Dunque – ha sottolineato Loriga – La prevedibilità del manipolatore deve essere il nostro punto di forza, è con la sensibilizzazione che spesso avviene il priomo passo, perché la conoscenza è fondamentale per apire la mente e riconocere i segnali”.

Con il libro “Storie di donne”, Pelliccione ha ottenuto ha ottenuto tre riconoscimenti letterari nazionali. Di recente le è stato conferito il premio “Luca Romano”, mentre domenica prossima ritirerà il premio internazionale Kalos 2020 per la letteratura.

“Ho aderito con entusiasmo al progetto della Onlus Antonio Padovani – ha affermato Pelliccione – nella convinzione che ogni donna debba trovare in se stessa la forza di svincolarsi dagli ingranaggi del potere e della viltà e lottare contro pregiudizi, favoritismi e pressioni sociali, che troppo spesso vestono il manto amaro dell’ingiustizia. Esattamente il tema scelto, per questa edizione, del premio perché le giovani generazioni crescano nel segno del cammino comune e della solidarietà, oltre gli steccati di una società impari nel duello tra uomo e donna”.