PESCARA – Le esportazioni di vino abruzzese nel primo semestre 2010 sono cresciute del 16,6 per cento, il doppio rispetto alla media italiana (8,6 per cento).
È questo il dato che emerge dalle ricerche fornite dall’Istat, elaborate dall’assessorato regionale alle Politiche agricole e dal Centro estero delle Camere di commercio d’Abruzzo.
“Il valore dell’export vitivinicolo – ha commentato l’assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo – nei primi sei mesi dell’anno ha superato infatti i 49 milioni di euro, 7 milioni in più rispetto allo stesso semestre del 2009 grazie alla capacità di fare squadra da parte dell’Abruzzo, capace di mettere in campo per la prima volta un programma di iniziative promozionali pensato in relazione alle esigenze di mercato e soprattutto condiviso con le aziende”.
I dati lasciano ben sperare di raggiungere quota 100 milioni nel bilancio annuale 2010, dopo che il 2009 si è concluso per l’Abruzzo con 88,6 milioni di euro, che rappresenta il 2,5 di esportazioni italiane di vino e il sesto posto dopo le grandi blasonate come Veneto, Piemonte, Toscana, Trentino A.A. e Lombardia.
Il dato sulle esportazioni è rimbalzato anche in Australia, dove l’assessorato regionale alle Politiche agricole e il Centro estero delle Camere di commercio d’Abruzzo hanno coordinato la presenza abruzzese nell’ambito del Fine Food Australia di Melbourne (13/16 settembre), il più importante appuntamento fieristico del settore che richiama 25 mila visitatori e dove l’Abruzzo è stato accolto dal Console italiano a Victoria Marco Matacotta Cordella) e dai rappresentanti dei due maggiori Club di abruzzesi in Australia (Casa d’Abruzzo e Abruzzo Club).
“Le nostre imprese – ha detto il presidente del Centro Estero, Daniele Becci – stanno registrando un grande interesse da parte degli operatori australiani in un mercato dove il vino dell’Abruzzo ha registrato un incremento del 71 per cento rispetto allo scorso anno per un valore di 1,2 milioni di euro, trainando anche le altre produzioni agroalimentari come la pasta, i prodotti dolciari, le conserve e l’olio che tutte insieme significano un volume d’affari di quasi 2,5 milioni di euro”.






