VITTORITO – Un misto tra dolore e rabbia ma senza nessuna voglia di desistere assale in queste ore i viticoltori della Valle Peligna, dopo che la gelata della notte tra lunedì e martedì ha seriamente compromesso la produzione vinicola.
La speranza dei viticoltori è concentrata sulle piante, che si confida possano reagire attraverso le cosiddette gemme dormienti che potrebbero prendere vita dopo lo “sterminio” delle altre.
“Il danno è ancora da valutare e per questo ci vorranno un paio di giorni – spiega una demoralizzata Alice Pietrantonj, della storica azienda di Vittorito – ma l’eventuale reazione della vite comunque non consentirà di mantenere intatta la produzione, ormai in gran parte compromessa”.
Una gelata di primavera che non si ricorda da vent’anni. “È accaduto altre volte ma il fenomeno era molto più circoscritto, colpendo il fondovalle e le pianure”, aggiunge. Stavolta, poi, “complice il fatto che lo sviluppo era avanzato a causa del caldo di marzo le piante hanno vegetato molto”, il danno è irreparabile.
Tutte le aziende della provincia dell’Aquila sono seriamente colpite dal repentino abbassamento delle temperature che in una notte hanno distrutto buona parte della produzione agricola della Valle Peligna. Tra Vittorito, Pratola Peligna e Ofena ci sono i vigneti di grandi aziende come Pasetti, Gentile, Cataldi Madonna e Marramiero, ma anche piccole realtà come quella di Lorenza Ludovico, che rischiano di essere messe in ginocchio dal colpo di coda dell’inverno.
Per questo i produttori chiedono un aiuto alla Regione, che, dice Alice Pietrantonj, “speriamo ci riconosca un danno generalizzato, le nostre sono zone interne dove la viticoltura ha una produzione molto più bassa ed è molto influenzata dalle condizioni atmosferiche, non a caso storicamente ci si è spostati sulla costa”.
L’assessore all’Agricoltura Dino Pepe, che in giornata sarà a Capestrano, ad AbruzzoWeb spiega che “sono stati allertati gli uffici territoriali per le ricognizioni del caso e per verificare ogni opportunità”.
“Va verificato – puntualizza – se sono danni assicurabili o meno, se non lo sono possiamo chiedere lo stato di calamità, altrimenti ovviamente la situazione è diversa”. Già convocato per la prossima settimana un tavolo tecnico in Regione.
“Ti verrebbe voglia di togliere tutto ma bisogna essere ponderati – aggiunge Alice Pietrantonj – non bisogna mai mettere le cose in modo tragico sia perché speriamo ancora nella reazione delle piante, sia per dare un messaggio positivo altrimenti si pensa che la viticoltura in provincia dell’Aquila sia finita”.





