PESCARA – Lascia l’appartamento in cui vive in affitto perché sul tetto dell’edificio c’è una copertura in amianto, ma il giudice la condanna a pagare 7 mila euro.

È successo ad una famiglia di Pescara che abitava in uno stabile di viale Marconi.

Dopo che dal tetto c’erano continui sversamenti di polvere della sostanza nociva, la famiglia ha chiesto le analisi dell’Eternit alla Asl, facendosi carico del loro costo, per poi sottoporle all’amministratore di condominio chiedendo, invano, di intervenire.

La famiglia ha poi lasciato l’immobile, pur senza ricevere risposte dal proprietario, al quale ha chiesto di potersene andare senza il preavviso di sei mesi previsto dal contratto, visto il pericolo per le condizioni di salute.

Dopo nove mesi dall’accaduto, l’avvocato del proprietario dell’immobile, facendosi forte dei tempi rallentati dalle vacanze di Natale (ha inviato la lettera il 22 dicembre), ha fatto sì che un giudice contestasse alla famiglia in questione l’esborso di 7.000 euro con una procedura veloce che prevedesse il sequestro dei beni nell’arco di 10 giorni.

Il tetto in viale Marconi a Pescara, unica copertura in Eternit di tutta la zona, è ancora lì.

La polvere di Eternit, nella forma più pericolosa, continua a scendere dai pluviali del terrazzo al sesto piano dove è situato l’appartamento affittato alla famiglia, a svolazzare nelle case del vicinato, a scendere dai tombini del terrazzo fino alla strada.