CHIETI – È tornata oggi a Ortona (Chieti) Alessia Paolucci, dopo un viaggio difficile e avventuroso da Tripoli, gestito dall’unità di crisi della Farnesina con cui il vice sindaco della sua città, Nadia Di Sipio, era in contatto dalla scorsa settimana.

Paolucci, che lavora da due anni a Tripoli per la compagnia di navigazione libica Med cross line, è rientrata con il figlio quattordicenne.

Partenza senza bagagli venerdì, arrivo a Civitavecchia per poi raggiungere casa con un mezzo del Comune di Ortona.

“Ho lasciato la mia vita a Tripoli – racconta Alessia – gli amici e una nuova famiglia. I libici sono persone straordinarie, affettuose e generose. Con loro ho trovato subito una grande affinità, la Libia può essere considerata l’Italia d’Africa. Ho sempre avuto un grande rispetto per la loro cultura e le loro tradizioni. Anche se ho avuto qualche difficoltà iniziale a fare amicizia con le altre donne, per una diffidenza naturale nei confronti di una straniera, una volta superata sono capaci di stringere relazioni umane molto forti e durature”.

“La vita quotidiana proseguiva tranquillamente,  – spiega poi la Paolucci – non si fermava per i combattimenti o i bombardamenti. Anche all’interruzione di energia elettrica, che durava per otto, dieci ore, ci eravamo abituati e ci organizzavamo in tal senso. La guerra, quella tra le diverse fazioni libiche, era tutta interna al mondo libico, noi stranieri non venivamo assolutamente toccati. Oggi invece la paura è per la presenza di cellule jihadiste a Tripoli, ma noi non abbiamo visto sventolare bandiere nere”.

Ad accogliere Alessia Paolucci il sindaco di Ortona Enzo D’Ottavio.

“Come sindaco – ha affermato D’Ottavio  – sono davvero orgoglioso della nostra giovane concittadina che occupa una posizione importante in una compagnia di navigazione libica, ma lo sono ancora di più per averla riabbracciata sana e salva qui a Ortona”.