L’AQUILA – “Nel 2021 e nel 2022, per restare alla Rai, rifiutai per due volte il raddoppio del compenso propostomi generosamente da Silvio Berlusconi“.
Con un post sul suo profilo Facebook, il giornalista aquilano e storico volto della Rai, Bruno Vespa, ex direttore del tg1 replica al collega Michele Santoro nella polemica sul contratto che lo lega alla TV pubblica italiana e sui risultati di “Porta a Porta”, storico programma condotto proprio da Vespa.
Santoro, nel maggio scorso, aveva parlato, riferendosi al collega aquilano, di un contratto “da star”, mettendo in discussione anche la congruità del compenso rispetto agli ascolti della trasmissione.
Vespa, dopo un’attesa di tre mesi, ha quindi deciso di rispondere attraverso Facebook.
“Michele Santoro sostiene che il mio contratto Rai sarebbe da ‘star’. In realtà, da Enzo Biagi in poi, tutti i conduttori di certo rilievo sono inquadrati nella prestazione Inps exEnpals”, le parole di Vespa, il quale ha citato, tra gli altri, Maggioni, Giletti, Monteleone, Sottile e Sciarelli.
Vespa ha quindi ricordato il precedente dello stesso Santoro: “Quando andò a lavorare a Mediaset – ha scritto il conduttore di ‘Porta a Porta’, ebbe un contratto a partita Iva come conduttore e autore televisivo trattato da Enpals come il mio. Santoro legittimamente andò a lavorare per Berlusconi”.
Poi, il passaggio sui contatti avuti personalmente con Mediaset: Silvio Berlusconi offrì per due volte, nel 2021 e nel 2022, il doppio del compenso pur di convincerlo a lasciare la Rai.
“Mi disse di essersi confrontato con Piersilvio, che a sua volta nel 2023 mi chiese gentilmente di passare a Mediaset”, ha svelato Vespa.
“Per il poco che conti, sono l’unico conduttore rimasto nell’azienda in cui è nato”, ha aggiunto
La replica sul suo profilo Facebook ha riguardato anche l’argomento di “Porta a Porta”.
Vespa ha definito “completamente falsa” la tesi secondo cui gli ascolti del programma non sarebbero tali da giustificare il compenso, che comprende anche “Cinque Minuti”, trasmesso in prima serata.
“Fonti ufficiali parlano di un rendimento pubblicitario triplo del costo della trasmissione”, ha voluto precisare Vespa, aggiungendo che si tratterebbe di una stima persino prudente, visto che ogni sera “Porta a Porta”, “nonostante l’ora tarda, ospita una ventina di spot pubblicitari”.





