L’AQUILA – “Non c’è stata alcuna revoca della convenzione tra Università dell’Aquila e Azienda sanitaria locale di Teramo, ma abbiamo posto fine ai due accordi esistenti per crearne uno nuovo e rivisto”.

Spiega e prova a correggere così, il direttore generale della Asl di Teramo, Giustino Varrassi, la notizia anticipata da AbruzzoWeb sulla revoca unilaterale della convenzione esistente tra l’ateneo aquilano e la Asl teramana.

Varrassi annuncia a questo giornale che l’accordo sarà riformulato e che potrebbe comprendere più o meno docenti convenzionati rispetto alla situazione attuale, “è un discorso molto flessibile”, ma soprattutto avrà una novità importante: anche gli universitari dovranno essere sottoposti a valutazione ogni anno come gli ospedalieri, prima ne erano esenti.

“La Asl e l’Università dell’Aquila hanno due documenti attuativi di convenzione – ricorda il manager – uno dato 2005, la vecchia convenzione, un’altro siglato ex novo quando sono arrivato, nel 2011. In questo momento abbiamo deciso con la Commissione paritetica, che sta lavorando da ottobre con varie riunioni di confronto con l’Ateneo, di rivedere tutto e passare a un unico documento convenzionale”.

“Non è normale che ci siano due convenzioni diverse, una triennale e l’altra annuale. Quello che stiamo tentando di fare è una unica complessiva”, prosegue.

Ecco perché, secondo Varrassi, “è normale che si stabilisca una data di fine dei due documenti, nel 30 dicembre prossimo. È una data esorbitante, visto che siamo quasi alla fine del nuovo che sarà pronto entro un mese”.

Con il nuovo accordo, cambierà tutto. “Prevederà tutta un’altra serie di cose e magari amplieremo pure la cerchia delle professionalità convenzionate”, con questo Varrassi risponde a chi teme una decapitazione discrezionale dei prof convenzionati.

Inoltre è ferma per il dg “la volontà di stabilire alcune regole comuni per tutti i convenzionati, chiarire alcuni aspetti: nel Servizio sanitario nazionale tutti i dipendenti sono sottoposti alla verifica annuale dell’Organismo indipendente valutazione che stima le performance dell’attività clinica. Nelle due vecchie convenzioni – sottolinea – non era previsto nella maniera più assoluta, ma ora lo dovremo prevedere perché è impossibile che gli ospedalieri debbano essere valutati e gli universitari no”.

Sul numero delle professionalità, minore uguale o maggiore rispetto a oggi, impossibile fare una stima al momento: “Dipenderà dall’università – conclude Varrassi – Per esempio avevamo convenzionato un odontoiatria, lo scorso luglio non ha rinnovato ed è andato via. Il discorso sarà estremamente flessibile”.