ROMA – La mielite acuta trasversa, da cui sarebbe stato colpito un volontario nell’ambito della sperimentazione del vaccino Oxford-AstraZeneca e per cui i test sono stati interrotti temporaneamente, è “una malattia non comune che consiste in un’infiammazione acuta in uno o più segmenti adiacenti del midollo spinale.
Le cause di questa malattia possono essere molteplici, ma tra di esse ci sono i farmaci e le infezioni virali, per cui un nuovo vaccino di cui non si sa nulla può essere, almeno in teoria, il responsabile di questo problema”.
Lo afferma il virologo Roberto Burioni sulla rivista online Medical facts.
In questo caso, prima di riprendere la sperimentazione, sottolinea, “è indispensabile valutare con attenzione se si tratta di una semplice coincidenza o se la causa più probabile è il vaccino. La mielite trasversa può avere diverse gradazioni di gravità e quando la malattia è nelle forme più lievi il paziente guarisce al solito in maniera completa, speriamo che questo sia il caso del volontario”.
Certamente, rileva, “non è una bella notizia, ma sono cose che accadono molto spesso nei trial clinici e richiedono un’attenta verifica per evitare disastri più grandi in seguito. Non possiamo prevedere quanto durerà la sospensione e quanto questo pregiudicherà lo sviluppo del vaccino, anche se è possibile che si tratti solo di un semplice ritardo”.
Ad ogni modo, secondo l’esperto, “l’urgenza assoluta della disponibilità del vaccino contro il coronavirus non deve assolutamente portare a scorciatoie che possano pregiudicarne la sicurezza. Per ora possiamo dire che questo non sta accadendo, che il sistema di controllo funziona bene, che le aziende farmaceutiche stanno mostrando una notevole responsabilità e che quando il vaccino sarà disponibile – conclude – potremo somministrarlo (e farcelo somministrare) con sicurezza e fiducia”.






