CHIETI – Era in congedo straordinario dall’università d’Annunzio per assistere la madre malata, ma invece di stare a casa è andata in Cina.

Così, una dipendente dell’ateneo è stata scoperta e licenziata, ma non si è arresa e si è rivolta al giudice del lavoro che però ha confermato il licenziamento e l’ha condannata anche al pagamento di 5.534 euro di spese legali.

La sentenza, a firma del giudice del lavoro Laura Ciarcia, è arrivata lunedì scorso, mentre la lettera di licenziamento è dello scorso 7 agosto, come si legge sul Centro.

La dipendente aveva chiesto un mese di congedo straordinario per assistere la mamma affetta da gravi handicap. Nel corso del mese era andata però 9 giorni in Cina, dal 10 al 18 novembre del 2017. La dipendente non ha negato di aver partecipato al viaggio, ma ha cercato di giustificarlo, sia di fronte all’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari sia in tribunale dove è stata assistita dall’avvocato Leo Brocchi.

La donna si è giustificata dicendo di essere stata costretta a lasciare la madre per 9 giorni perché doveva necessariamente accompagnare il marito (che ha anche un rapporto di lavoro con l’ateneo) a un convegno a Pechino. La madre è stata lasciata alle cure dell’altro figlio e il marito aveva bisogno della sua assistenza perché a sua volta affetto da una patologia invalidante.

Ma i certificati medici prodotti a riguardo non hanno convinto né l’Ufficio per i procedimenti disciplinari né il giudice.