L’AQUILA – Ricorre ad una citazione di Umberto Eco, il presidente dell’Urban center dell’Aquila Maurizio Sbaffo, per replicare al gruppo Noi con Salvini e al consigliere Luigi D’Eramo che senza mezzi termini ha affermato che chiuderebbe l’UCAq se diventasse sindaco.
“Ho riflettuto a lungo se replicare all’attacco gratuito portato allo Urban Center dal gruppo degli amici di Salvini, presenti in Consiglio comunale a L’Aquila, sia perché, ed è cosa risaputa, ‘una smentita è una notizia data due volte’, sia perché non ho più voglia di spiegare a chi probabilmente non vuole capire, la differenza concettuale e fattuale tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa, le rispettive istituzioni e di come queste possono e devono collaborare”, dice Sbaffo in una nota.
“Quindi, come mi succede spesso in questi casi, ricorro ai ‘Maestri’ e, nello specifico è venuto in mio aiuto Umberto Eco, con una sua recensione su di un libro di Harry G. Frankfurt professore a Princeton, dal titolo Bullshit, che tradotto in Italiano suona come ‘Stronzate’, apparsa su di una ‘Bustina’ nel 2005, ri-pubblicata di recente, che mi prendo licenza di citare”.
“… Per Frankfurt si tratta dunque, primo di definire in che senso una stronzata sia cosa più forte di una sciocchezza e, secondo, che cosa significhi fornire una falsa rappresentazione di qualcosa senza mentire… Chi dice il falso senza sapere che è una falsità, poveretto, non mente, semplicemente si sbaglia, o è matto. Ma Frankfurt chiarisce che, a differenza delle menzogne, le sciocchezze hanno come fine primario non quello di fornire una falsa credenza rispetto allo stato delle cose di cui si parla, ma piuttosto una falsa impressione di ciò che avviene nella mente del parlante… Quello che caratterizza la stronzata rispetto alla sciocchezza è che essa è un’affermazione certamente errata, pronunciata per far credere qualcosa di noi, ma chi parla non si preoccupa affatto di sapere se dice il vero o il falso… I campi della pubblicità, delle pubbliche relazioni e della politica sono pieni di stronzate così assolute da essere diventati ormai paradigmi del concetto. Il fine della stronzata non è neppure quello di ingannare su degli stati di cose, è quello di fare colpo su uditori dalle scarse capacità di distinguere il vero dal falso – o anch’essi disinteressati a queste sfumature”.
Citazione tratta da Pape Satàn Aleppe cronache di una società liquida, “Con licenza parlando”; La nave di Teseo, Milano, 2016, pagg. 438-441.





