L’AQUILA – Dopo una lunga attesa e un percorso lastricato di conflitti, l’Urban center dell’Aquila, nuovo roganismo di partecipazione civica, ha ieri nominato i componenti del Comitato scientifico, superando l’empasse determinato dal ritiro delle candidature da parte dell’associazione Policentrica, Istituto nazionale di urbanistica e Ordine degli Architetti, in posizione critica nei confronti del presidente Maurizio Sbaffo, eletto e sostenuto invece dalle associazioni culturali e sociali.
Eletti per acclamazione nel comitato scietifico Rita Bufalini, associazioni Athena consulting e Social m.a.r., Antonio Gasbarrini, associazione Angelus Novus, Cinzia Leopardi, associazione Bambini di ieri e di oggi, Margherita Paglino, associazione Socioplan e Giulia Tomassi, associazione Quinta giusta.
Nominato anche il segretario, Francesca Romana Fabiani, dell’associazione L’Aquila città futura, e il tesoriere, Fioravante Mancini, Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi).
Candidati al comitato scientifico erano anche Roberto Capezzali, Associazione L’Aquila in comune, Chiara De Paolis, comitato Move your city e Francesca Romana Fabiani, associazione L’Aquila città futura.
Al’appello manca ancora la nomina di un rappresentante del Comune nel comitato Scientifico, l’assessore Fabio Pelini presente in Assemblea, ha promesso che avverrà in tempi strettissimi.
“Con l’elezione del Comitato Scientifico – commenta soddisfatto Sbaffo – siamo solo al secondo piccolo passo, di un cammino che vedrà conclusa questa fase di avvio solo con la prima risoluzione varata dai Tavoli Tematici e portata all’attenzione della Città per tramite delle proprie rappresentanze istituzionali, tavoli che ricordo, saranno aperti già dal prossimo mercoledì 24, con la discussione del regolamento di avvio e gestione del processo partecipativo”.
“La compagine appena eletta – prosegue Sbaffo – rappresenta pienamente quanto, al momento dell’emanazione del bando di evidenza pubblica per la costituzione dell’Urban Center, è stato fortemente voluto, sia dall’Amministrazione comunale, sia da quelle poche altre associazioni incomprensibilmente defilate dal voler assumere responsabilità organizzative, in quanto oggi non si può sottacere o far finta di non sapere che, con l’apertura partecipativa alla cittadinanza intera, sarebbe stata decretata la fine di una visione di Urban Center quale strumento elitario e tecnocratico”.
“Questo non vuol dire – aggiunge Sbaffo – che si vuole rinunciare ai saperi ed alle competenze che, con spirito di servizio come compete ai soggetti che, pur non essendo i soli a detenerle comunque le rappresentano, ne sono certo non si vorranno far mancare alla Città ed al territorio. Chi pensa e continua a descrivere questa Comunità incapace di poter esprimere questi valori forse dovrà cominciare a ricredersi, ma questo certo si vedrà da quello che gli organismi appena eletti sapranno concretizzare nei prossimi giorni e da come ciò sarà espresso”.






