L’AQUILA – “Perché non sono stati ancora restaurati palazzo Carli e palazzo Camponeschi avendo avuto a disposizione 80 Milioni di euro per farlo; perché non è stata ancora restaurata la nuova facoltà di Ingegneria; perché non è stato ancora appaltato nessun lavoro importante di ricostruzione delle sedi universitarie disastrate dal terremoto mentre si è parlato del Campus di Cansatessa, dell’intervento sul vecchio San Salvatore e sono stati stipulati contratti di affitto che dovevano servire per l’emergenza e rischiano di trasformarsi in situazioni tanto irreversibili quanto inadeguate”.

Queste le domande del docente Gabriele Di Giacomo in una lettera indirizzata al quotidiano Il Centro in cui critica con forza l’attuale governance dell’Ateneo dell’Aquila guidata dal rettore, Ferdinando di Orio.

“È veramente esagerato – si chiede Di Giacomo – pensare che chi dopo due anni non è riuscito a fare assolutamente nulla dovrebbe farsi venire il dubbio che forse non lo farà mai? È veramente anacronistico immaginare che la città e l’Ateneo possano tornare a essere governati e non strumentalizzati?”.

Di Orio è finito nell’occhio del ciclone nei giorni scorsi per aver diffuso la notizia di un taglio poi rammendato al fondo di finanziamento ordinario (Ffo) dell’Ateneo.

Un taglio che, per alcuni oppositori al rettore capitanati dal “picconatore” Sergio Tiberti, non è mai esistito, perché il totale è stato abbassato e poi rialzato contestualmente, nell’ambito dello stesso decreto ministeriale, e quindi il rettore “ha strumentalizzato a scopo elettoralistico”.