L’AQUILA – È stata rinviata a data da destinarsi a Roma la firma del primo progetto di Ricerca avviato dal Ministero per la Pubblica amministrazione e l’innovazione e l’Università dell’Aquila.
L’assenza improvvisa per motivi di salute del Rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, comunicata in ritardo al ministro Renato Brunetta, non è stata dallo stesso bene accolta tanto da decidere di andare via dalla sala conferenze della Scuola Superiore di formazione “Guglielmo Reiss Romoli” di Coppito (L’Aquila) in cui sarebbe dovuta avvenire la firma del progetto di Ricerca avviato dalle due istituzioni per inaugurare la collaborazione fra la scuola superiore della Pubblica amministrazione Sspa e la stessa Università dell’Aquila, e una lectio magistralis da parte dello stesso Brunetta sul tema: “Una riforma per la crescita, innovazione, modernizzazione e produttivita’ nella Pubblica amministrazione”.
Era previsto che l’evento, nato a seguito della Convenzione siglata alla presenza del ministro il 22 luglio scorso fosse trasmesso anche in videoconferenza con la sede di Roma della Sspa e la sede di DigitPA.
Il progetto, coordinato dalla Sspa e dall’Università dell’Aquila, anche in collaborazione con altri centri di Ricerca e Università, attraverso l’individuazione di nuove metodologie di attuazione dei processi di riforma ed innovazione della P.A. per i dirigenti pubblici prevedeva l’approfondimento dei temi previsti dal Piano E-Gov 2010 e dal nuovo Codice dell’Amministrazione digitale (Cad).
“L’impegno continuerà, l’attenzione continuerà – ha detto il ministro Brunetta – il tutto è semplicemente rinviato, le buone volontà vanno avanti al di là dei piccoli incidenti di percorso”.
Alla domanda dei giornalisti se la presenza del prorettore dell’Università Roberto Volpe avrebbe potuto consentire lo stesso la firma del progetto di ricerca, Brunetta ha risposto: “Sarebbe stato uno sgarbo nei confronti del Rettore, abbiamo rispettato il suo improvviso malore e abbiamo rinviato tutto a data da destinarsi presso il mio ufficio”.
DOCENTI A DI ORIO: “CHIARISCA ASSENZA O LASCIAMO PROGETTO P.A.”
L’AQUILA – Dopo il forfait del Rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, alla lectio magistralis del Ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, un gruppo di docenti ha scritto una nota denunciando “il danno d’immagine” e la volontà di abbandonare gli impegni sulla scuola superiore di Pubblica amministrazione, il cui progetto sarebbe dovuto partire proprio oggi con la stipula del protocollo d’intesa.
Come noto il ministro è tornato a Roma una volta constatata l’assenza del Rettore, infastidito per non essere stato avvisato per tempo.
“Caro Rettore – scrivono i professori Claudio Arbib, Fabio Graziosi e Fabrizio Rossi – nella veste di esperti incaricati dall’Ateneo abbiamo seguito il progetto di convenzione con la Scuola Superiore della Pubblica amministrazione fin dalle sue prime battute; progetto da te fortemente voluto, avviato e sostenuto in più circostanze, anche pubbliche”.
“L’incredibile esito della giornata di oggi, nella quale l’Ateneo avrebbe dovuto sottoscrivere il primo progetto di ricerca alla presenza del Ministro della Funzione Pubblica e dell’Innovazione, e dal quale è invece derivata una pesante caduta di immagine, ci ha lasciato sconcertati e imbarazzati, soprattutto perchè privi di qualsiasi argomento per rispondere alle critiche e alle sollecitazioni giunte da più parti. In questo frangente abbiamo avuto la netta percezione che il nostro lavoro sia stato mortificato e vanificato”.
“Ti chiediamo perciò di porre in essere azioni concrete e immediate per fare chiarezza. In caso contrario ci vedremo costretti ad abbandonare gli impegni sul progetto finora assunti a nome dell’Ateneo”.
PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA L’AQUILA: ”SCONCERTO PER L’ASSENZA DEL RETTORE”
L’AQUILA – “Sconcerto e incredulità”, ha affermato il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, riguardo l’assenza del rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, all’incontro con il ministro Renato Brunetta per la firma di un progetto di Ricerca tra ministero e ateneo.
“Sono questi gli episodi – ha proseguito Spinosa Pingue – che trasformano dichiarazioni da bullo, come quella di Borghezio, in argomento mediatico. Un semplice rumore di fondo, quali sono le varie prese di posizioni contro il Meridione, rischiano invece di entrare nella dialettica politica quando personaggi di grande responsabilità istituzionale confondono il personaggio con l’Istituzione che rappresentano”.
“È di fronte a tanta confusione e scarso senso di responsabilità – ha incalzato – che parole furbescamente infarcite con qualche demagogico concetto condiviso da molti, rischiano invece di assurgere a verità. Sarebbe facile, adesso, puntare di nuovo il dito contro l’Abruzzo e accusarlo di dimostrare scarso attaccamento al territorio, scarsa capacità di gestione e valorizzazione: se Borghezio o chi per lui parlasse ora cosa potremmo rispondere? È dai fatti che si deducono verità e sostanza, e non dalle chiacchiere, spesso solo manipolative”.
“Il comportamento del Rettore non si presta a nessuna giustificazione. Crea addirittura disagio da parte di quanti tutti i giorni combattono le posizioni di privilegio e di rendita in favore di uno sviluppo sano e meritocratico. Ricordo, infatti, che l’Università dell’Aquila si trova a competere con quelle del resto d’Italia: cosa ci dobbiamo aspettare? Sicuramente che il rettorato non sia ad vitam come quello papale”.
UN LETTORE: ”BRUNETTA HA FATTO BENE AD ANDARSENE”
L’AQUILA – Il “caso Brunetta” continua a suscitare polemiche. C’è anche chi ipotizza che dietro la fuga del ministro si nascondano motivi diversi dalla semplice “seccatura” causata dall’assenza del rettore Ferdinando di Orio.
Registriamo la ricostruzione effettuata da un nostro lettor, Vincenzo Mini, che suppone che dietro la decisione del ministro (“ha fatto bene ad andarsene”, premette) ci sia stata più che altro la delusione per la scarsa partecipazione di professori e studenti all’evento di oggi, a significare un mancato riconoscimento degli sforzi fatti dal ministro per l’Università dell’Aquila subito dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
IL TESTO DELLA LETTERA
La verità sulla fuga di Brunetta.
Premettiamo che il professor Brunetta ha fatto bene ad andarsene e vi spieghiamo perché.
Sicuramente si doveva firmare un importante accordo per il rilancio dell’Università, che come ha affermato lo stesso ministro si poteva firmare anche nella sede ministeriale, ma ancora più importante per il professore Brunetta era la possibilità di tenere una lectio magistralis su un argomento a lui molto caro
Chi era presenta dovrebbe aver notato che le presenze erano minime e se non fosse stato per un “battaglione ” della Finanza si potevano contare ampi vuoti e una inesistente presenza di studenti.
Cosa non aveva funzionato?
Eppure Brunetta si era fatto carico, immediatamente dopo il terremoto di molteplici iniziative ad hoc per l’Università (chiavetta x connettiva, pc gratuiti, accordi con i provider telefonici e tanto altro) peraltro ammessi già precedentemente dal Rettore e confermate nel breve prologo del pro-Rettore.
Allora forse sarebbe bastato che chi ha organizzato rendesse sensibili i professori e a cascata gli studenti degli sforzi fatti dal ministro.
I modi erano molteplici, non sta a noi indicarli ma ce ne sono diversi, ma il professore-ministro Brunetta ha immediatamente capito che nulla era stato fatto e si regolato di conseguenza. La riconoscenza non è di questo mondo.
Abbiamo assistito a “passerelle” per molto meno di quello che è stato fatto dal ministro.





