L’AQUILA – “Il taglio di 2,5 milioni di euro che i ministeri dell’Economia e dell’Istruzione hanno operato ai danni dell’Ateneo aquilano, andranno a infliggere un colpo durissimo all’università del capoluogo e all’economia della città”.

Lo afferma il consigliere comunale dell’Aquila Enrico Perilli (Prc), alla notizia della decurtazione di fondi denunciata dall’Unione degli universitari (Udu).

“Mesi fa – spiega Perilli – durante un Consiglio comunale dedicato all’Università, il commissario Chiodi replicò ai problemi che sollevavo: ‘Peri’, famme lavorà!’. Se questo è il frutto del suo lavoro e questi gli esiti delle promesse sue e del Governo che rappresenta, Chiodi ha una ragione in più per dimettersi”.

“Fanno bene i rappresentanti dell’Udu – aggiunge – a parlare di rapina. In barba a tutti gli impegni assunti dal ministro Maria Stella Gelmini e dall’intera compagine di Governo per sostenere l’Università dell’Aquila, una delle principali risorse della città e ripetutamente indicata dalle stesse istituzioni come una delle basi su cui fondare la ricostruzione post-sisma, si tagliano le risorse invece di incentivarle”.

Perilli ricorda che, “a fronte degli impegni assunti dal premier, l’Università è stata abbandonata a se stessa e il problema della residenza universitaria è stato affrontato con l’incremento, in un anno, di soli 50 posti letto, insufficienti, a fronte dei migliaia fuori sede. Gli studenti costretti, loro malgrado a viaggiare, dovranno inoltre affrontare ulteriori spese, con il rincaro dei pedaggi che ha penalizzato enormemente l’Abruzzo”.

“Il risultato inevitabile di questa politica tesa a distruggere, più che ricostruire – conclude – sarà che, tra tagli ai finanziamenti e disagi dovuti alla mancanza di posti letto, l’Ateneo aquilano ha avuto da questo Governo e da questo Commissario alla ricostruzione un’inesorabile condanna a morte”.