L’AQUILA – Aumentano le immatricolazioni da un anno all’altro e le iscrizioni complessive all’Università dell’Aquila: tra l’anno anno accademico 2009/2010 e quello 2010/2011, infatti, gli immatricolati sono aumentati da 6.473 a 7.246 e le iscrizioni totali da 23.238 a 23.663.
Quasi raddoppiati gli iscritti a Economia, mentre sono in calo gli studenti alle facoltà di Medicina e Lettere.
Numeri snocciolati dal rettore dell’ateneo aquilano, Ferdinando di Orio, soddisfatto per la tenuta post-terremoto, anche se, ha ammesso, con il ritorno del pagamento delle tasse universitarie (azzerate nei primi due anni dopo il sisma) “L’Aquila dovrà fare qualcosa di più per fidelizzare questi studenti: abbiamo ancora 7.500 pendolari e solo 300 posti letto, molti potrebbero stancarsi”.
Nel lungo incontro con la stampa il rettore ha fatto il punto su numerosi temi caldi di cui si dibatte in questo periodo sull’Ateneo aquilano.
In primis le polemiche delle scorse settimane per il convenzionamento tra la facoltà di Medicina del capoluogo e la Asl di Teramo.
“Se la Asl aquilana vorrà convenzionare i nostri colleghi per cui abbiamo trovato l’accordo con Teramo, non firmerò la convenzione con la Asl teramana”, ha promesso di Orio, anche se un ribaltone del genere sembra più “fantamercato” che un’ipotesi possibile.
Di Orio ha poi parlato della proposta di federazione con l’Università di Teramo, che ha suscitato ulteriori polemiche, dello stato dell’edilizia universitaria e di altri aspetti.
A stretto giro di posta è arrivata una nota polemica da parte dei cosiddetti ‘picconatori’, i professori universitari, cioè, che da tempo criticano il rettore di Orio. Marco Valenti, Pierluigi Beomonte Zobel e Sergio Tiberti accusano il rettore di voler dare un’immagine idilliaca dell’ateneo aquilano, in realtà spaccato da aspre polemiche che vengono tenute nascoste, e sostengono che, se l’Università mantiene buoni standard di iscrizioni il merito è da ascrivere a quei docenti “che hanno dato l’anima per tenere in piedi l’ateneo dopo il terremoto” e che, comunque, “tutto andrà verificato al momento cruciale della ripresa della tassazione”.
CONVENZIONAMENTI
Il clou dell’incontro è stato quando il rettore ha parlato dei contestatissimi convenzionamenti di primari aquilani con la Asl di Teramo e in particolare con l’ospedale di Sant’Omero. Di Orio ha lanciato un annuncio-choc.
“Se la Asl dell’Aquila vorrà convenzionare questi nostri colleghi – ha promesso – non firmerò il convenzionamento con Teramo, perché lavorare con l’azienda aquilana è il nostro primo obiettivo. Non potrei consentire, però, che ci fossero medici che non svolgono la loro attività”.
Va ricordato che l’accordo deve essere ratificato entro questo mese, quindi in pochi giorni, perciò quella del rettore sembra più una dichiarazione teorica e di principio che non un intento concreto.
Di Orio ha poi ricordato che “sono undici, tutti responsabili di unità operative complesse (le Uoc, quelle con posti letto: insomma, sono primari, ndr). Solo uno, Pietroletti – ha aggiunto – era in precedenza convenzionato con L’Aquila. In alcuni settori le cliniche potevano essere due, una ospedaliera e l’altra universitaria, per esempio a Ortopedia, con Flamini e Calvisi”.
Secondo di Orio, “L’Aquila si difende meglio non restando chiusa negli steccati, ma espandendo le sue attività. Ricordo – ha chiuso – che nessuno di quei medici era convenzionato con la Asl numero 1 né aveva strutture in cui operare qui”.
FEDERAZIONE CON TERAMO
Altro tema caldo, la proposta lanciata giorni fa dallo stesso di Orio di federare l’Ateneo dell’Aquila con quello di Teramo. Proposta silurata dalla collega rettore Rita Tranquilli Leali.
“Ha già detto no con toni ‘alti’, – ha ironizzato di Orio – temendo forzature o imperialismo da parte nostra. Io dico solo che Chieti e Pescara sono già un’unica università e fanno massa critica. Esiste già un ‘corridoio adriatico’ dell’economia della conoscenza, si potrebbe rispondere creandone uno delle zone interne che vada da Avezzano all’Aquila a Teramo”.
Su chi dovrebbe essere il polo centrale di questo corridoio il rettore non ha risposto. “Non ci casco, non vorrete che si creino altri anticorpi contro questa proposta?”, ha detto ai cronisti, aggiungendo però diplomaticamente: “Noto che l’Università di Teramo è molto più piccola della nostra, ma ha molte eccellenze, vorrei che fosse scritto”.
ISCRIZIONI, IMMATRICOLAZIONI E PENDOLARI
Al 28 aprile, nell’attuale anno accademico 2010/2011 sono iscritte 23.663 studenti contro i 23.238 dell’anno scorso, 425 in più. Positivo anche il saldo delle immatricolazioni, che quest’anno sono state 7.246 contro le 6.473 di quello passato, 773.
Numeri interessanti che fanno gongolare il rettore: “Il fatto che gli studenti crescono, visto che siamo arrivati quasi a 24 mila studenti, ci dà grande speranza per il futuro”, ha detto, anche se non si può non tenere conto della gratuità delle tasse universitarie che verrà meno dal prossimo anno.
A quel punto sì che si testerà la tenuta della capacità di attrazione dell’università aquilana.
Su questo di Orio non è parso preoccupato. “No, il ritorno del pagamento delle tasse non mi fa paura – ha affermato – ma di sicuro L’Aquila deve fare qualcosa di più per fidelizzare gli studenti. Quest’anno abbiamo ancora 7.500 studenti pendolari, una cifra altissima che crea vero disagio sociale, anche perché abbiamo ancora solo 300 posti letto”.
LE CIFRE DELLE FACOLTA’
A oggi gli iscritti sono 4.711 a Ingegneria (-368 rispetto a un anno fa), 3.854 a Medicina e chirurgia (-230), 3.644 a Scienze della formazione (+267), 2.901 a Economia (ottimo +1.067), 2.454 a Psicologia (-6), 2.305 a Scienze (-115), 2.021 a Lettere e filosofia (-214), 889 a Biotecnologie (-66) e 884 a Scienze motorie (+77).
Come si vede le uniche facoltà che hanno aumentato gli studenti sono Scienze motorie ed Economia. Per quest’ultima un vero e proprio boom, con mille studenti in più che da soli hanno compensato il calo in tutte le altre facoltà.
Un trend confermato dalle immatricolazioni, che quest’anno sono state 1.604 contro le 737 dell’anno accademico 2009/2010.
EDILIZIA UNIVERSITARIA
“Dalla prossima settimana – ha detto – riprenderanno i lavori alla facoltà di Lettere dell’ex San Salvatore, che dovrebbero concludersi in 14, massimo 18 mesi. Inoltre sono ripresi i lavori alla facoltà di Ingegneria e a quella di Scienze, nel blocco Coppito 2. Per questi lavori dobbiamo ringraziare il Provveditorato alle opere pubbliche ha dirottato fondi che non erano destinati all’Università. Mi auguro che il ministero intervenga presso il Cipe perché i 70 milioni per la ricostruzione ancora non li abbiamo”.
Quanto a un argomento caldo, quello dell’affitto siderale del capannone ex Optimes per ospitare la facoltà di Ingegneria, secondo di Orio “non si poteva fare diversamente per far riaprire l’ateneo già a ottobre 2009. Abbiamo oneri pesanti – ha ammesso – ma il nuovo bando per Ingegneria ha avuto una sola risposta, ci hanno offerto un terreno. Mi aspettavo di più, una struttura finita per ospitare aule, laboratori e studenti, altrimenti senza alternativa non possiamo procedere alla rescissione del contratto”.
IL MANDATO
Di Orio ha confermato che resterà per un anno aggiuntivo in carica per riformare lo statuto d’Ateneo.
“C’è una legge, la 240/2010 (nota come legge Gelmini, ndr) – ha detto – che chiarissimamente proroga il rettore in carica per un anno. Ho chiesto anche un parere all’Avvocatura di Stato, anche se sapevo benissimo che era così, quindi resto per un anno. Poi farò altre cose”.
COME STA IL RETTORE?
Ma come sta il rettore?
Sono infatti passati due anni esatti (28 aprile 2010) dall’incidente che gli è capitato a Roma, quando una moto lo ha travolto, lasciandolo privo di sensi e procurandogli un forte trauma cranico.
Oggi di Orio indossa ancora il collare e infatti del suo stato di salute ha detto:
“Speriamo che migliori, adesso non posso dire di essere in grandissima forma”.
VALENTI, BEOMONTE ZOBEL E TIBERTI: ”IL RETTORE NASCONDE I PROBLEMI”
L’AQUILA – “A cicli di solito molto brevi, il rettore Ferdinando di Orio inonda la stampa di comunicati ed esternazioni a ruota libera, interpretando il suo ruolo in modo scenografico e del tutto personalistico”.
Lo affermano in una nota i professori Marco Valenti, Pierluigi Beomonte Zobel e Sergio Tiberti, da tempo in polemica con il rettore dell’Ateneo aquilano.
“Le prime avvisaglie di questa nuova ‘offensiva’ pseudo informativa del rettore c’erano già state ieri – dicono i tre professori – quando alcune testate web riportavano un singolare comunicato sull’ordine dei lavori del prossimo Senato accademico, annunciando un dibattito sulla federazione tra Atenei in quella stessa sede istituzionale”.
“A parte la stranezza di voler a tutti costi trasformare in comunicato, cioè in notizia, un semplice ordine del giorno, ma questo, si sa, è un vizio congenito dell’ufficio comunicazione dell’Ateneo – prosegue la nota – andrebbe reso pubblico dal rettore, se ne guarda bene!, che è di questi giorni un’accesa polemica interna tra vertici dell’Ateneo”.
“La polemica – spiega la nota – è tra di Orio e il presidente del Collegio dei direttori, professor Pierangelo Marcati, circa il fatto che il rettore ha negato la necessità di un dibattito interno su questi temi e meno che mai di decisioni collegiali, arrogandosi un diritto, che non ha, di impegnare l’Ateneo in questioni di rilevanza esterna senza averne ricevuto un esplicito mandato”.
“L’obiettivo di di Orio – aggiungono i professori – è far credere all’esterno che esista una vivace dialettica democratica all’interno dell’Ateneo, cioè l’esatto contrario della realtà: l’iniziativa su Teramo è stata una sua mera esternazione incontrollata, senza alcun mandato del Senato e del consiglio di amministrazione”.
“Che dire poi del continuo riferimento ai dati delle iscrizioni, di cui viene data notizia con regolarità ogni mese? È mai possibile che non si comprenda che, se c’è un merito, questo è delle centinaia di professori e ricercatori che hanno dato l’anima per tenere in piedi l’Ateneo dopo il terremoto, e che comunque tutto andrà verificato al momento cruciale della ripresa della tassazione?”, si chiedono, poi, nella nota Valenti, Beomonte Zobel e Tiberti.
“Infine, ma non ultima per importanza, la questione del bando sulla sede di Ingegneria. Appare evidente la tardività dell’iniziativa – si legge ancora nella nota – peraltro scarsamente o quasi per nulla pubblicizzata sui media, che appare più un tentativo di giustificare ex post le scelte fatte che non di risolvere un problema”.
“È chiaro che oggi è molto più difficile reperire locali di quanto non fosse due anni fa, e comunque il risultato si persegue con una politica attiva di contatti istituzionali e proposte portate attivamente a soggetti interessati – concludono i tre – non certo con un annuncio poco più grande di un necrologio pubblicato forse un paio di giorni”.





