L’AQUILA – La facoltà di Medicina dell’Università dell’Aquila si allontana dal capoluogo e si avvicina a Teramo.

Il nuovo piano delle convenzioni firmato dal direttore generale della Asl di Teramo, Giustino Varrassi, e dalla preside della facoltà di Medicina e chirurgia, Maria Grazia Cifone, prevede infatti che otto reparti degli ospedali di Sant’Omero, Atri e Giulianova si avvalgano della collaborazione dei docenti universitari e degli specializzandi provenienti dall’Aquila.

In pratica le ‘forze fresche’ dell’ateneo del capoluogo si trasferiscono, a spese dello stesso Ente, nei presìdi teramani a compiere il tirocinio e la specializzazione.

Stessa cosa per i docenti, con il rischio che anche una parte dei pazienti sarà costretta a farsi un po’ di “trasferte” al di là del Gran Sasso per le visite specialistiche.

E che dire di una nuova, forte “tegola” sugli studenti, ai quali la vita potrebbe diventare impossibile perché potrebbero ritrovarsi obbligati a frequentare nello stesso giorno sia reparti all’Aquila che reparti nella provincia teramana.

L’azienda teramana, da parte sua, coglie un importante risultato, in quanto rivitalizza strutture che sembravano destinate a un pesante ridimensionamento con il piano di rientro sanitario.

A farne le spese, però, è la Asl aquilana, già provata dalle precarie condizioni operative post-terremoto e dalla diminuzione dei posti letto, che si trova a dover affrontare l’ennesima penalizzazione.

Sembra, tra l’altro, che si stia procedendo alla sottoscrizione di ulteriori accordi per incrementare i reparti convenzionati.

I rumors di palazzo riferiscono che la politica aquilana è in fibrillazione per quello che viene chiamato, senza mezzi termini, uno “scippo” ai danni della città. (red)